Biancospino

Descrizione

Il Crataegus monogyna conosciuto con il nome comune di biancospino è un arbusto appartenente alla famiglia delle rosacee. La pianta in condizioni naturali può raggiungere altezze anche di 6 metri, il suo ritmo di crescita è molto lento per arrivare alla massima estensione impiega dai 20 ai 24 anni.

Il biancospino presenta molte ramificazioni, il fusto in genere è eretto ed è caratterizzato da parecchie ramificazioni le quali sono dotate di spine. Le foglie sono decidue, hanno una forma romboidale, sono incise e presentano l’apice dei lobi dentellato, sono lunghe dai 2 ai 4 cm in media.

I fiori come la maggior parte delle piante appartenenti alla famiglia delle rosacee sono raggruppati in corimbi, hanno un colore bianco o rosa.

I frutti hanno un colore rosso e sono di forma ovale, contengono dei piccoli semi e non è raro trovare prodotti in commercio ottenuti da questi frutti.

Periodo di impianto, mesi dell’anno

Il periodo di impianto più adatto per il biancospino va dal mese di ottobre al mese di marzo.

Frutti di biancospino
Frutti di biancospino

Esposizione

L’esposizione del biancospino può essere in pieno sole o leggermente ombreggiata.

Fioritura

La fioritura avviene nel mese di aprile-maggio.

Moltiplicazione

Pianta di biancospino
Pianta di biancospino

La moltiplicazione può avvenire per seme, la semina va effettuata nel periodo primaverile anche all’aperto. E’ possibile inoltre prelevare le giovani piantine nate in prossimità della pianta madre, queste possono essere rinvasate oppure messe a dimora in altro luogo.

Accorgimenti colturali

La distanza di semina tra le piantine per l’ottenimento di una siepe deve essere di 30 cm.

Potatura

La potatura viene effettuata una volta all’anno a fine estate.

Malattie, parassiti e avversità

Il tipo di insetto che attacca più frequentemente il biancospino sono gli afidi.
Tra le malattie batteriche c’è il colpo di fuoco batterico, molto pericoloso anche per le piante fruttifere da reddito appartenenti alla stessa famiglia (pero, melo, ecc.).
Tra le malattie crittogamiche:

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