Scindapsus aureus, Potos, Pothos

Descrizione

Il potos, chiamato spesso anche Pothos, nome scientifico: Scindapsus aureus o anche Epipremnum aureum, è una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Araceae. È originaria delle isole Salomone dove è molto diffusa.

Viene coltivata molto come pianta da appartamento per via del suo fogliame molto decorativo. Se lasciata crescere in panieri può essere tenuta come pianta ricadente lasciando scendere le sue ramificazioni.

Possiede delle foglie di forma ovata con apice appuntito e margine intero  di un tipico colore verde intenso e brillante, ricoperte da varie macchie di colore giallo. Hanno una lunghezza che va dai 10 ai 30 cm e una larghezza di 6-18cm, alla base sono cordate. Le foglie mature sono profondamente lobate e possono raggiungere una lunghezza che arriva fino a 80cm.

La fioritura avviene nel periodo estivo anche se è altamente improbabile che una pianta riesca a fiorire in appartamento. La pianta produce delle lunghe spate fiorali di colore verde con una lunghezza media di 15cm.

Ne esistono diverse cultivar, tra quelle più diffuse:

  • Scindapsus aureus ‘Marble Queen’: ha lo stesso portamento della specie madre. Le foglie sono verde lucente con macchie di colore bianco la velocità di crescita è la stessa delle altre cultivar. La pianta raggiunge dimensioni massime comprese tra 100 e 300cm.
  • Scindapsus aureus ‘Exotica’: Pianta con foglie di forma lanceolata e di colore verde scuro opache sulla superficie e con una lunghezza che raggiunge al massimo i 20cm. Alla base sono curvate e presentano delle macchie di colo argento.
  • Scindapsus aureus ‘Tricolor’: pianta con dimensioni e portamento simile alla specie madre, le foglie sono di colore verde acceso con macchie di colore giallo e bianco crema.
  • Scindapsus aureus ‘Golden Queen’: cultivar con portamento rampicante o ricadente con fogliame ricoperto da ampie macchie di colore giallo, spesso talmente ampie da far sembrare le foglie di colore giallo.
  • Scindapsus aureus ‘Giant Leaf’: pianta con estensione massima di 2-2,5 metri, le foglie sono particolarmente ampie e raggiungono mediamente i 30cm di lunghezza.
  • Scindapsus aureus ‘Wilcoxii’: pianta con foglie di colore verde macchiate di giallo oro.

La coltivazione in appartamento rallenta in modo marcato la crescita, le piante di solito non raggiungono dimensioni eccessive e si mantengono al massimo sui 2-3 metri, in serra diversamente il potos può raggiungere gli 8-12 metri di lunghezza.

Tipo di Terreno

Il terreno ideale per il Pothos è caratterizzato da materiali porosi, non deve trattenere eccessiva acqua e deve essere piuttosto drenante. Sono indicati terreni soffici e mediamente ricchi di sostanza organica.

Un terriccio ideale deve essere composto in questo modo: 4 parti di terreno grasso per piante da interno, 2 parti di torba e una parte di sabbia.

Esposizione

L’esposizione più adatta al potos è in un luogo molto luminoso ma non a contatto diretto con il sole. È importante fornire un buon grado di luminosità per permettere al fogliame di svilupparsi al meglio.

La Scindapsus aureus è particolarmente delicata, non tollera quindi esposizioni a temperature troppo basse soprattutto nel periodo invernale. È opportuno quindi tenerla a temperature minime che non scendano mai sotto i 13 gradi.

La temperatura adatta per la pianta di potos deve essere compresa tra i 18 e i 20 gradi, al fine di ottenere un adeguato sviluppo. Anche l’umidità dell’ambiente è un aspetto importante, deve essere medio-elevata.

Moltiplicazione

La moltiplicazione della Scindapsus aureus può essere fatta facilmente tramite talea. Le porzioni di piante possono essere prelevate in aprile o a fine agosto, devono essere lunghe circa 10-13cm  e dotate almeno di un paio di foglie.

Il substrato da utilizzare deve essere composto da sabbia e torba in parti uguali. In alternativa le talee possono essere messe a radicare anche in acqua. Si mantiene il vaso a temperatura costante di circa 18-20 gradi e si trapianta non appena le piantine avranno emesso le radici nel caso di radicazione in acqua, oppure non appena avranno mostrato segni di ripresa vegetativa nel caso di coltivazione in substrato.

La riproduzione del Scindapsus aureus può essere fatta anche tramite divisione. Al momento del rinvaso è possibile dividere i fusti prelevando parte delle radici, rinvasando poi la pianta in un terreno con caratteristiche del tutto simili a quello usato per la pianta madre.

Scindapsus aureus Potos Pothos

Accorgimenti colturali

Si tratta di una pianta delicata, l’accorgimento più importante da mettere in pratica è la collocazione e il controllo della temperatura che deve mantenersi sempre entro i livelli minimi indicati in precedenza. Molto importante è tenere la pianta riparata dalle correnti d’aria nel periodo invernale, in queste casi infatti potrebbero generarsi degli stress particolarmente dannosi per la pianta.

Una pratica diffusa per agevolare l’emissione di nuovi getti della pianta è quello della cimatura degli apici vegetativi da effettuare in primavera. Questa pratica spinge la pianta a generare nuove ramificazioni laterali avendo così una vegetazione abbastanza estesa in larghezza.

L’allevamento della pianta in genere viene fatto lasciando che la vegetazione cresca arrampicandosi su un tutore centrale ricoperto di sfagno, in alternativa si può come già scritto far crescere la vegetazione in modo ricadente collocando il vaso su mobili o panieri sospesi.

Umidità e innaffiature

Allo stesso modo è bene prestare attenzione alle alte temperature in estate. Fornire al potos maggiore umidità praticando delle regolari aspersioni fogliari. Per bagnare le foglie è opportuno utilizzare un nebulizzatore capace di generare una rosa di goccioline molto ampia e fine, ricreando in questo modo la foschia mattutina tipica dell’habitat naturale della pianta.

Questa pratica è molto utile per sopperire alle necessità idriche della pianta, le foglie infatti assorbiranno l’umidità necessaria per lo sviluppo. L’utilizzo di acqua piovana rimane la scelta migliore per questa pratica, anche per le innaffiature è utile utilizzare acqua il meno possibile ricca di sali in modo da non alterare eccessivamente l’equilibrio del substrato di coltivazione.

Le innaffiature del potos sono altrettanto importanti. Il terreno non deve risultare eccessivamente umido ma non deve neanche essere troppo secco, la superficie deve risultare secca tra un innaffiature e l’altra. Per regolarsi comunque bisogna tenere presente l’umidità ambientale e la temperatura.

In estate l’apporto idrico dovrà essere maggiore, in inverno invece le annaffiature saranno minori sia in quantità che in frequenza.

Le concimazioni del potos devono essere effettuate con regolarità per tutto il periodo di ripresa vegetativa. Questa pratica unita ai rinvasi è la sola modalità di somministrazione di nutrienti che la pianta è in grado di ricevere. le piante in vaso dipendono strettamente da questi due interventi colturali (concimazioni e rinvasi) per svilupparsi, devono quindi essere effettuati al bisogno e mai rimandati.

Le fertirrigazioni vanno fatte dal periodo che va da maggio a settembre. Si utilizza un concime liquido generico per piante verdi da appartamento, meglio se arricchito con microelementi. Gli interventi di fertilizzazione dovranno essere effettuati ad intervalli regolari di circa 20 giorni, senza esagerare con le dosi e tenendo sempre in considerazione la ricchezza del substrato di coltivazione. Se si è appena rinvasato e si è già apportato una buona quantità di terriccio organico ricco in nutrienti è bene ritardare le concimazioni liquide iniziandole a somministrare gradualmente da metà estate. A volte se il rinvaso è effettuato utilizzando un contenitore particolarmente ampio rispetto a quello precedente che ospitava la pianta, le concimazioni sono da evitare purché si utilizzi una buona parte di terriccio organico.

Il rinvaso come appena accennato è un altra pratica importante. La pianta a seconda dello stato di crescita e della dimensione finale a cui si vuole mantenerla avrà bisogno di rinvasi annuali o ad anni alterni. Per questa operazione si utilizza un contenitore leggermente più grande, maggiore di circa 3-5cm di diametro. Il substrato dovrà essere composto in parti uguali dei nutrienti indicati nel paragrafo. Se non si sa come procedere può essere di aiuto la guida su come rinvasare le piante verdi da interno presente sul sito.

La potatura

La potatura del potos viene effettuata secondo le necessita nel periodo primaverile. Se la pianta ha già raggiunto le dimensioni desiderate ma continua la sua crescita potare i getti che non si vogliono mantenere poco sopra all’attaccatura delle foglie. Limitare i rinvasi ogni due anni e sostituire soltanto parte del terriccio in superficie utilizzando dei contenitori delle stesse dimensioni o poco più grandi.

Malattie, parassiti e avversità

La malattia più comune della pianta di potos è la muffa grigia, molto frequente se si eccede nell’umidità dell’aria e con troppe aspersioni fogliari. Questa malattia si diffonde facilmente anche quando l’ambiente è poco areato.

Altre malattie comuni per la pianta di potos, di origine fungina sono:

  • Marciume del colletto
  • Marciume radicale

I ragnetti rossi, piccoli acari, possono attaccare le piante di potos, l’ambiente casalingo, privo di predatori naturali può portare una rapida diffusione di questi parassiti.

Una problematica che spesso interessa questo genere di piante è la scarsa colorazione e la poca variegatura delle foglie. Spesso questo problema è causato da una scarsa luminosità, la pianta quindi non riceve abbastanza luce per produrre fogliame colorato e variegato. Oltre a questa problematica spesso si assiste ad una crescita in lunghezza dei fusti che tentano di raggiungere la sorgente luminosa.

Le foglie che presentano macchie brune sono il sintomo di un esposizione a correnti di aria fredde. In questi casi è bene spostare la pianta in un ambiente caldo ed evitare di porla vicino a finestre o in corridoi ventilati.

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