Paphiopedilum spp.

Descrizione

Il genere Paphiopedilum della famiglia delle Orchidaceae comprende più di 70 specie di piante, orchidee che si adattano a varie condizioni climatiche e che hanno una fioritura molto varia e ornamentale. Le piante appartenenti al genere hanno un areale molto vasto e sono diffuse praticamente in tutto il mondo.

La loro coltivazione è semplice e se vengono seguiti tutti gli accorgimenti i risultati possono essere molto soddisfacenti. Le piante di questo genere sono particolarmente delicate e richiedono un controllo costante dei parametri di umidità e temperatura, nonché delle irrigazioni.

Numerose sono le specie, molte delle quali epifite, altre invece litofite, crescono ad altitudini intorno ai 2000 metri. Il loro areale come già accennato è molto vario, alcune specie sono endemiche della Cina, altre dell’India, altre ancora sono diffuse in Asia sud-orientale e in Papua nuova Guinea.

Oltre alle specie epifite e litofite esistono anche quelle terrestri, la maggior parte di esse è sempreverde. Sono specie simpodiali che non producono pseudobulbi, ma posseggono invece degli steli corti da cui si formano foglie di forma ligulata oppure di forma ellittica o ancora ovate o lanceolate. Normalmente le foglie sono di consistenza coriacea e hanno un colore che varia da verde chiaro al verde scuro o anche grigio-verde. A volte possono presentare diverse sfumature o meglio delle maculature, il che le rende molto attrattive dal punto di vista ornamentale. Ogni stelo termina di solito con un singolo fiore, in altri casi invece lo steso sorregge un racemo composto da 2 fino a 8 fiori.

I fiori posseggono un sepalo superiore a portamento eretto, hanno dei petali espansi e due sepali laterali riuniti in un labbro che può assumere varie forme.

La coltivazione di queste splendide specie ha favorito la produzione di ibridi unici e molto rari, di seguito una lista delle specie più importanti:

  • Paphiopedilum appletonianum, specie terrestre, molto diffusa nei territori della Thailandia e della Cambogia. La pianta tollera temperature minime di 13 gradi e massime di 30 gradi. Possiede foglie di forma ellittica di colore verde con sfumature di porpora e maculate di colore chiaro, hanno una lunghezza che può raggiungere i 20cm. La fioritura avviene nel periodo primaverile e in quello invernale, i fiori sono disposti singolarmente lungo gli steli. Hanno una larghezza di circa 12cm e sono dotati di sottili petali di colore rosa o verde. I sepali superiori hanno invece una colorazione verde pallido e sono ricoperti da venature di colore più scuro. Le borse hanno invece un colore marrone chiaro. La pianta raggiunge un altezza di circa 30 cm e un estensione di 15cm.
  • Paphiopedilum argus, orchidea terrestre diffusa principalmente allo stato naturale nel territorio delle Filippine. Anche questa specie ha una tolleranza a temperature minime di 13 gradi e massime di 28-30 gradi. Ha del fogliame di colore verde pallido e con forma oblunga-lanceolata, sono inoltre caratterizzate da maculature di colore verde più scuro, hanno una lunghezza di 12-19cm. Nel periodo primaverile avviene la fioritura, i fiori hanno dei petali di colore bianco e sono larghi circa 10cm. I petali hanno anche delle maculature di colore porpora scuro, gli apici invece sono di colore rosa. Le borse hanno venature colorate di verde scuro, labbra rosse sul lato superiore e gialle su quello inferiore. I sepali superiori posseggono venature di colore porpora e a volte verde scuro.
  • Paphiopedilum bellatulum. Pianta molto diffusa nei territori della Birmania e della Thailandia, resiste a temperature minime di 12 gradi e massime fino a 29 gradi. È un’orchidea terreste con un altezza di circa 12 cm e una larghezza di 15 cm. È dotata di foglie lunghe al massimo 20cm, di colore verde e consistenza coriacea; hanno forma ellittica ma possono presentare anche una forma ligulata, sulla superficie sono presenti maculature di colore verde e grigio.
  • Paphiopedilum Buckhurst ‘Mont Millais’. Si tratta di un orchidea derivante dall’ibridazione di altre due cultivar: Paphiopedilum Greenville e Paphiopedilum Spring Virgil. È un’orchidea terrestre che raggiunge un altezza di circa 30cm e un estensione di 20cm, resiste bene a temperature minime di 12 gradi che sono da mantenere anche nel periodo di riposo vegetativo e a temperature massime di 30 gradi. Possiede foglie di forma ovata o ligulata di colore verde e lunghe al massimo 15cm. Nel periodo invernale avviene la fioritura, i fiori solitari sono di colore giallo e larghi circa 12cm dotati di sepali superiori di colore bianco.

Paphiopedilum argus

  • Paphiopedilum callosum: Orchidea diffusa nei territori di Vietnam, Cambogia e Thailandia. È una specie terrestre che raggiunge altezze di 27-30cm e larghezze di circa 15cm. Resiste a temperature minime di circa 12 gradi e a massime di 28-29 gradi. È dotata di foglie di forma ellittica o ligulata di colore verde spento tendente al grigio, hanno una lunghezza che raggiunge al massimo 25cm, sono dotate inoltre sulla pagina superiore di maculature di colore bianco.
  • Paphiopedilum delenatii: Pianta molto diffusa nel territorio del Vietnam centrale. Ha un’altezza che raggiunge al massimo i 20 cm e un estensione di 12-15cm. Dotata di foglie coriacee e ligulate lunghe circa 12cm e di colore verde-grigio. La fioritura avviene in primavera, i fiori sono singoli o appaiati di colore bianco.
  • Paphiopedilum insigne: orchidea terrestre dotata di foglie colore verde-giallo lineari o lanceolate, lunghe fino a 30cm. La fioritura avviene in autunno e perdura fino alla primavera. I fiori sono solitari e di colore giallo bronzeo.
  • Paphiopedilum fairrieanum: orchidea terrestre diffusa in India nord-orientale e lungo la catena dell’Himalaya. Cresce a quote montane fino ai 1400 metri e tollera temperature minime di 10 gradi e massime di 29-30 gradi. Possiede delle foglie di colore verde scuro e di forma ligulata lunghe circa 10cm. I fiori sono di colore bianco con sfumature di verde e color porpora.
  • Paphiopedilum Freckles: è un orchidea terrestre che raggiunge altezze di circa 25-30cm e un estensione di 20cm. I fiori compaiono in inverno e hanno un colore bianco crema.
  • Paphiopedilum haynaldianum: orchidea che può essere sia terrestre che litofita. Possiede foglie di colore verde chiaro e di forma ligulata con una lunghezza che può raggiungere i 40cm. La fioritura avviene nel periodo primaverile con fiori di colorazione verde, posti in racemi da 2 a 6. L’altezza della pianta può raggiungere i 45cm e l’estensione circa 30cm.
  • Paphiopedilum niveum: orchidea terrestre dotata di foglie di colore verde e di forma ligulata. In estate avviene la fioritura, i fiori sono di colore bianco con maculature sui petali di colore rosso.
  • Paphiopedilum Vanda M. Pearman: ibrido di orchidea terrestre. Possiede delle foglie di forma ellittica di colore verde scuro con maculature di colore grigio chiaro. La fioritura avviene in primavera e dura fino all’estate. i fiori sono di colore bianco singoli oppure appaiati larghi fino a 9cm e con borse dotate di sfumature rosa.

Curiosità

Il nome del genere deriva dal nome della città di Paphos, Pafo (in greco Πάφος) e dal termine Pedilon (ciabatta). In questa città era presente un santuario dedicato alla dea greca Venere, secondo la mitologia greca questo è anche il suo luogo di nascita.

Spesso le piante vengono chiamate con il nome comune di pantofola di venere per la particolare forma che assume il labello nel fiore.

Tipo di Terreno

Il terreno ideale per le piante del genere Paphiopedilum deve esse poroso e quindi ben drenato. Per avere dei buoni risultati e uno sviluppo sano sia della pianta in generale che per una buona fioritura è necessario che il terriccio di coltivazione abbia delle caratteristiche particolari quanto più vicine a quelle di un terreno naturale.

Il substrato ideale per questo genere di orchidee è composto come segue: una parte di carbone di legna fine, 1 parte di materiale inerte tipo perlite o argilla espansa, 3 parti di pietrisco a grana media e 3 parti di torba fibrosa.

È possibile utilizzare pure, in alternativa alla miscela appena descritta, del terriccio composto da: una parte di sfagno, 1 parte di terra d’erica, 1 parte di terriccio di foglie di faggio. In alternativa si può utilizzare anche un substrato composto da una parte di terricciato di foglie di faggio, una parte di torba e quattro parti di corteccia di conifera.

Esposizione

L’esposizione è molto varia a seconda della specie coltivata, alcune preferiscono l’ombreggiamento totale altre invece necessitano di una posizione molto luminosa ma tutte le specie non tollerano la luce solare diretta. La coltivazione comunque può essere fatta facilmente in appartamento dove le temperature sono piuttosto stabili e molto vicine alle esigenze delle varie specie.

Durante il periodo estivo fare molta attenzione alle temperature e soprattutto all’esposizione della pianta, tenerla lontano dalle finestre per evitare sia colpi di calore che raggi solari diretti. Ombreggiare le piante a seconda delle singole esigenze delle specie.

Diversamente in inverno le piante dovranno ricevere la massima intensità solare che l’ambiente può offrire. Se la stanza è particolarmente buia e poco esposta al sole spostare la pianta in un altro luogo, mantenere sempre le esigenze di temperature descritte di seguito. Evitare di collocarla a ridosso di finestre o porte dove potrebbe ricevere aria fredda e allo stesso modo tenerla lontana da stufe, camini e termosifoni per evitare che l’aria secchi troppo.

È necessario comunque sottolineare il fatto che le piante nel loro periodo di riposo vegetativo non devono essere esposte a temperature inferiori a 10-13 gradi nelle ore notturne. Le temperature massime tollerate da queste piante si aggirano intorno ai 21-24 gradi.

Una collocazione in un ambiente con una temperatura costante che oscilla tra i 17 e i 19 gradi è l’ideale.

Moltiplicazione

Per questo genere di piante la propagazione che da i migliori risultati è la talea di fusto.

Si prelevano porzioni di pianta con almeno una gemma in riposo, lunghe pressappoco 7cm. Il substrato di coltivazione deve essere formato da una parte di torba fibrosa e una parte di sfagno o meglio ancora soltanto sfagno. Il terreno dovrà essere tenuto costantemente umido, il vaso di coltivazione di circa 7-10cm di diametro dovrà essere tenuto a temperatura costante ed esposto a luce indiretta.

Accorgimenti colturali

Le orchidee sono piante particolarmente esigenti e le specie appartenenti a questo genere non sono da meno. Hanno bisogno di cure costanti e come abbiamo visto di controlli sia per quanto riguarda la luce che per la temperatura.

C’è inoltre bisogno di tenere d’occhio l’umidità del substrato e quella dell’aria. Durante il periodo estivo queste piante necessitano quasi quotidianamente (dipende dalla temperatura dell’appartamento) di innaffiature, si tratta di nebulizzare il substrato di coltivazione con acqua piovana. Durante i periodi di caldo maggiore è necessario inoltre nebulizzare le foglie per ridurre l’eccesso di calore assorbito.

In estate ventilare bene l’ambiente ed evitare di lasciare le piante al chiuso per periodi prolungati.

Innaffiature

In inverno le irrigazioni e le nebulizzazioni vanno sospese e intervallate soltanto quando c’è bisogno. Il pericolo maggiore durante il periodo invernale sono gli sbalzi di temperature e a volte l’inaridimento del terriccio a causa di esposizioni prolungate nei pressi di fonti di calore artificiali.

Per regolare le innaffiature durante il periodo di crescita bisogna prestare attenzione alla formazione di nuove foglie e germogli. Se la pianta emette nuova vegetazione effettuare le irrigazioni al mattino presto. Praticare anche delle nebulizzazioni fogliari, ma non sui fiori, distribuirle a seconda del periodo stagionale e dell’umidità ambientale.

Nel periodo di riposo delle piante si dovranno effettuare delle irrigazioni più frequenti per le specie a foglie persistenti, mentre per le altre potranno essere più dilazionate. Una regola importante è comunque quella di lasciare che il substrato si asciughi parzialmente tra un innaffiatura e l’altra. Evitare però di innaffiare se il terriccio risulta ancora troppo umido. Diversamente le specie a foglia caduca non dovranno ricevere acqua per tutto il periodo di riposo vegetativo o dormienza.

Per ogni intervento di irrigazione è necessario usare sempre acqua piovana o acqua non di rubinetto, magari lasciata decantare o depurata. L’acqua inoltre dovrà essere tenuta a temperatura ambiente, mai troppo fredde ne troppo calda per evitare pericolosi stress alle piante. Stesse regole valgono per l’acqua usata per le nebulizzazioni.

Concimazioni

Le concimazioni delle Paphiopedilum vanno effettuate durante il periodo di crescita o più precisamente durante lo sviluppo vegetativo, nel periodo di dormienza invece non va effettuato nessun tipo di concimazione. Si utilizza un concime liquido specifico per orchidee che è possibile recuperare in qualsiasi garden center ben fornito. Il concime dovrà essere diluito al 25% o al 50% a seconda della specie e somministrato ad intervalli regolari di 2 o 3 settimane sempre in concomitanza con le irrigazioni.

Le concimazioni in copertura richiedono l’utilizzo di un concime azotato per favorire lo sviluppo della vegetazione. In seguito prima del periodo della fioritura si effettua un altra concimazioni di copertura destinata a favorire lo sviluppo della fioritura, si utilizza un concime specifico potassico.

Rinvaso

Le piante coltivate in vaso necessitano di rinvasi periodici e le orchidee non sono da meno. Le specie di Paphiopedilum necessitano di un rinvaso annuale che dovrà essere praticato dopo la fioritura.

Paphiopedilum bellatulum

Si utilizzano dei vasi leggermente più ampi e si provvede ad apportare secondo le dovute proporzioni i materiali che compongono il terriccio. Delle miscele elencate nel paragrafo dedicato è necessario scegliere una e mantenere le stesse proporzioni. Evitare assolutamente di mischiare i materiali elencati si potranno avere nel caso squilibri e problemi seri nella crescita delle piante.

Malattie, parassiti e avversità

Le orchidee del genere Paphiopedilum possono essere colpite da varie malattie e da diversi insetti.

Gli insetti più pericolosi che possono provocare danni ai fiori e in generale alla pianta sono:

Le varie specie possono presentare anche problematiche al fogliame, in questi casi è possibile un attacco da parte di nematodi fogliari (Aphelenchoides fragarie).

Le piante appartenenti al genere Paphiopedilum possono essere attaccate anche da vari funghi che trovano in un clima umido il loro ambiente ideale di sviluppo. Le malattie fungine derivate da errati accorgimenti colturali come troppe innaffiature, uso di terriccio compatto ecc. sono le seguenti:

  • Marciume radicale
  • Marciume del colletto (Rhizoctonia sp., Pythium sp. e altri)
  • Marciume dei fiori (Glomerella sp.)
  • Marciume delle foglie
  • Marciume bianco
  • Antracnosi
  • Ruggine delle orchidee

Anche alcuni batteri possono colpire queste piante, tra quelli più importanti:

  • Colletotrichum spp. (Marciume molle batterico)
  • Marciume del piede (Erwinia cypripedii)

Una nota importante da fare riguarda l’uso del terriccio di coltivazione. Usare sempre e solo un substrato sterile e nuovo per ogni rinvaso o riproduzione di nuove piante, questo è un buon metodo preventivo per evitare la propagazione di agenti patogeni dormienti che si annidano nel terriccio.

Le orchidee possono essere colpite anche da fisiopatie non necessariamente connesse alla presenza di agenti patogeni quali virus, nematodi ecc… ma dovuti a errati o mancati accorgimenti colturali. I problemi più frequenti associati a queste mancanze sono a carico del fogliame, spesso si possono manifestare maculature necrotiche e avvizzimenti che riguardano l’intera vegetazione, ambedue legate a eventi di natura fisiologica o ambientale.

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