Kenzia, Kentia, Howea forsteriana

Descrizione

Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Palmae, viene conosciuta con i nomi comuni di Kenzia o Kentia oltre che con il suo nome botanico: Howea forsteriana. In realtà si tratta di una pianta a portamento arboreo che raggiunge anche i 18 metri di altezza con un estensione di circa 6 metri. È molto diffusa in Australia dove ha origine.

La coltivazione in appartamento e il clima, unite alla selezione di cultivar a portamento contenuto ne permettono l’uso come pianta ornamentale per la collocazione in interni. Le piante coltivate in vaso e tenute in casa riesco talvolta a raggiungere i 3 metri di altezza e circa 2 metri di estensione, la crescita è comunque lenta e la pianta potrà essere tenuta a lungo prima di doverla, eventualmente, spostare per mancanza di spazio.

La Kentia possiede un fusto affusolato, negli esemplari giovani è breve mentre in quelli cresciuti all’aperto è un tronco largo e lungo, tipico di una palma.

L’aspetto più ornamentale della pianta sono senz’altro le foglie, lunghe, pennate e di colore verde scuro. Sono lungamente picciolate e possono raggiungere la lunghezza di 3 metri, negli esemplari in vaso però hanno dimensioni più contenute. Hanno un portamento ricadente ma più spesso si estendono orizzontalmente. Le foglie vecchie che disseccano e si distaccano dal tronco lasciano delle profonde cicatrici sul legno.

Le foglie sono composte a loro volta da numerose foglioline da 3 a 12 paia, di forma strettamente lanceolata, con la pagina superiore semilucida, gli apici hanno una forma pendule. Sono lunghe da 20 a 30 cm e hanno una larghezza di 2-3cm.

I fiori compaiono in estate, sono di forma stellata, quelli femminili sono di colore verde mentre quelli maschili hanno un colore marrone chiaro e sono raccolti in mazzetti eretti che nascono all’ascella delle foglie, assumono a maturazione un portamento pendule. Le spighe fiorali possono arrivare ad una lunghezza di circa un metro.

La fioritura tuttavia avviene di rado e soltanto su piante allevate all’esterno, in appartamento non fiorisce.

In seguito alla fioritura si formano dei frutti di forma ellissoide di colore arancione o rosso con dimensioni ridotte, circa 2 cm.

Le piante coltivate in vasi abbastanza grossi, di circa 40-50cm di diametro riescono a completare il loro sviluppo, quindi a raggiungere l’altezza massima di circa 2-3 metri nel giro di 3 anni. Diversamente se il contenitore è più piccolo la pianta può impiegare maggior tempo per raggiungere le dimensioni finali.

Tipo di Terreno

Il terreno per la pianta di Kenzia deve essere ben drenato, soffice e ricco di sostanza organica. Si utilizza in genere un terriccio limoso misto a terriccio di brughiera e terricciato di foglie. Per apportare la sostanza organica è possibile utilizzare anche del letame ben maturo.

Il pH del substrato deve avere valori prossimi a 6.

Esposizione

La pianta di Kenzia si adatta in modo ottimale alle esposizioni a mezza ombra, tipiche di un appartamento. Trae giovamento da un intensa luminosità e da alcune ore di sole diretto.

In estate è comunque opportuno proteggerla dai raggi diretti e filtrare la luce con una tenda evitando così possibili scottature al fogliame. Riesce ad adattarsi bene al clima tipico di un appartamento ma non tollera esposizioni a temperature inferiore ai 15 gradi. Per svilupparsi al meglio necessita nel periodo vegetativo che va dalla primavera fino alla prima metà dell’autunno di una temperatura compresa tra i 20 e i 25 gradi.

Moltiplicazione

La moltiplicazione della Kenzia (Howea forsteriana) viene effettuata prevalentemente da seme.

Difficilmente i semi sono reperibili da una pianta coltivata, la fioritura infatti non avviene nei climi temperati e ancor meno in appartamento. I semi quindi vanno acquistati e coltivati in un propagatore.

La semina viene effettuata nel periodo primaverile o a fine inverno nei mesi di febbraio e marzo. Come substrato viene utilizzato un terriccio a base di torba e sfagno che dovrà essere tenuto costantemente umido e ad una temperatura costante che va dai 25 ai 27 gradi. Per questo è necessario l’impiego di un propagatore riscaldato. In alternativa la semina viene fatta in cassoni riscaldati o in bancali adibiti alla produzione di nuove piante.

La germinazione è particolarmente lenta, in media sono necessari due o tre mesi prima che le piantine vedano la luce, e non sempre è assicurata la riuscita.

Tipica fronda di Howea forsteriana
Tipica fronda di Howea forsteriana

Accorgimenti colturali

La pianta di Kenzia riesce a sopportare bene anche un umidità dell’aria non troppo umida. Importante però è salvaguardarla e tenerla comunque lontano da fonti di calore come stufe o termosifoni per evitare che anche il substrato possa inaridirsi troppo.

Le irrigazioni della Kentia sono molto importanti, si tratta di una pianta in vaso e per questo bisogna sempre fare attenzione a regolare le quantità. È importante non esagerare con le dosi e utilizzare sempre il terriccio adatto che deve essere abbastanza poroso e drenante ma trattenere al contempo l’umidità necessaria alle radici.

Le innaffiature nel periodo primaverile dovranno essere effettuate ogni 2-3 giorni a seconda dell’umidità dell’ambiente e della velocità di disseccamento del terreno di coltivazione. Durante l’estate invece le annaffiature dovranno essere più numerose, a volte sono necessarie irrigazioni quotidiane. Durante il periodo autunnale si inizieranno a praticare irrigazioni meno frequenti per arrivare all’inverno quando gli interventi saranno 1-2 a settimana.

La kenzia necessita anche di una buona umidità dell’aria, per questo motivo sono molto utili le aspersioni fogliari, da fare con l’impiego di un buon nebulizzatore. Il valore deve essere relativamente alto, in genere 70-80% di umidità relativa. A tal fine è consigliabile anche l’impiego di un sottovaso con acqua in modo che l’evaporazione possa fornire alla pianta ulteriore umidità. Per evitare il contatto dei fori di drenaggio con l’acqua si utilizza del materiale inerte tipo argilla espansa.

Le concimazioni della kenzia vanno effettuate nel periodo primaverile ed estivo. Ogni due settimane è possibile somministrare un concime liquido completo con una percentuale di azoto leggermente superiore rispetto agli altri macroelementi. È bene impiegare un prodotto completo di tutti i nutrienti necessari e arricchito di microelementi. Si possono utilizzare anche dei concimi granulari a lenta cessione in modo da fornire alla pianta i nutrienti in modo costante e continuo nel tempo, per le dosi e gli intervalli di apporto fare riferimento sempre alle istruzioni del singolo prodotto.

Un altro intervento colturale importante è il rinvaso, che viene effettuato in primavera. L’operazione non richiede l’eliminazione delle radici ma soltanto l’apporto di nuovo terriccio e di eventuale sostanza organica. Si utilizzano dei contenitori di circa 2-3 cm più grandi.

Malattie, parassiti e avversità

I problemi causati da malattie, parassiti e cattivi accorgimenti possono essere molti, effettuando le dovute cure però possono essere ridotte al minimo, fornendo l”ambiente ideale di coltivazione la pianta di Kentia può crescere senza problemi particolari.

Gli scompensi idrici, in particolare gli eccessi possono portare alla diffusione di malattie batteriche molto gravi, tra queste ci sono:

  • Marciume molle batterico (Erwinia carotovora)
  • Agrobacterium tumefaciens (Tumore batterico)

Gli insetti più pericolosi della Kenzia sono:

  • Afidi
  • Cocciniglie
  • Ragnetto rosso
  • Tignola (Opogona sacchari)

Le malattie fungine più diffuse sono:

  • Marciumi radicali
  • Marciumi del colletto
  • Disseccamenti fogliari ad opera di funghi
  • Antracnosi

Le piante che manifestano arricciamento e punte di colore nero sono molto probabilmente soggette a squilibri idrici.

La decolorazione fogliare con schiarimenti del colore o con sfumature gialle sulle foglie può essere il sintomo di una carenza di elementi, in questi casi è necessario ristabilire l’equilibrio del terriccio utilizzando i materiali indicati e somministrando un buon concime liquido.

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