Sorbo domestico, Sorbus domestica

Descrizione

Il sorbo conosciuto anche come sorbo domestico è una pianta fruttifera appartenente alla famiglia delle Rosaceae. La pianta di sorbo ha origini nell’Europa centrale e meridionale ed è largamente diffusa in Africa settentrionale, Turchia e Moldavia. Nella nostra penisola la pianta è diffusa largamente al sud e al centro, al nord invece è poco presente e limitata a coltivazioni controllate.

Assieme al cotogno ed altre specie da frutto appartiene al gruppo dei fruttiferi minori, la sua coltivazione infatti è andata a calare nel tempo in favore di frutti più redditizi come il melo e il pero.

L’albero di sorbo ha un portamento colonnare e abbastanza largo, riesce a raggiungere anche  i 20 metri di altezza e circa 12 metri in larghezza. Le ramificazioni di un anno di età hanno un colore verde scuro, su di esse sono presenti gemme a legno lunghe e appuntite che a volte possono presentare una patina appiccicosa.

Le foglie sono composte e pennate lunghe fino a 20 cm, le foglioline in genere in numero fino a 21 sono strettamente oblunghe, lievemente seghettate e hanno un colore verde scuro; a volte possono presentare una sottile peluria.

Nel periodo autunnale il sorbo si trasforma in una bellissima pianta ornamentale, in verità anche nel periodo primaverile può essere sfruttata per questo scopo grazie al suo bel fogliame offre inoltre un grande spazio d’ombra per il giardino o una parte dell’orto. Verso settembre le foglie iniziano lentamente a cambiare colore passando da giallo intenso a rosso acceso.

La fioritura avviene alla fine del periodo primaverile, i fiori ermafroditi sono raccolti in grandi corimbi a forma di cono larghi al massimo 10 cm, hanno un colore bianco o bianco crema. Il sorbo è quindi autofertile e non richiede la presenza di altri esemplari per ottenere una buona produzione di frutti.

I frutti sono delle bacche di forma globosa o piriforme chiamate sorbe, hanno una colorazione che varia dal giallo-verde al giallo-rosso, mediamente hanno una larghezza di 2,5-3 cm così come i fiori sono presenti in piccoli mazzetti in genere in numero di 8-10. Quando non hanno ancora raggiunto la piena maturazione le sorbe sono molto aspre e poco appetibili, diversamente a completa maturazione riescono a raggiungere un buon grado di dolcezza conservando però sempre un po’ di acidità.

Cultivar e varietà di Sorbo

Anche se è poco diffusa come coltura esistono alcune cultivar e varietà di sorbo che vengono utilizzate sia a fini ornamentali che come piante da frutto, tra quelle più importanti elenchiamo:

  • ‘Maliformis’ o Sorbus domestica f. pomifera, possiede dei frutti di forma globosa molto simili a mele.
  • ‘Pyriformis’ o Sorbus domestica var. pyrifera, le bacche di questa varietà sono somiglianti a una pera.

Periodo di impianto

L’impianto delle giovani piante di sorbo si effettua nel periodo primaverile non appena è scongiurato il periodo di gelate tardive. Nelle zone a inverno mite la piantagione può essere praticata anche nel periodo autunnale poiché non essendoci il pericolo di forti gelate l’apparato radicale della pianta potrà svilupparsi senza problemi.

Esigenze colturali

Il sorbo è abbastanza resistente ai periodi di siccità ma ciò non deve trarre in inganno, soltanto le piante adulte e ben sviluppate infatti possono avere un buon grado di resistenza, quelle giovani dovranno essere aiutate durante le fasi di caldo intenso.

Tipo di terreno

La pianta di sorbo ha una buona adattabilità nei confronti del terreno, riesce a tollerare senza problemi suoli argillosi e compatti purché privi di ristagni idrici. Tollera senza problemi anche terreni piuttosto calcarei.

I risultati migliori si possono ottenere in substrati di medio impasto con una buona dotazione di sostanza organica, ben irrigui e drenati.

Esposizione

L’esposizione del sorbo deve essere in pieno sole. La pianta se innestata su franco selvatico ha bisogno di molto spazio e luce, per questo dovrà essere scelto un posto adatto per la sua coltivazione.

Presenta una notevole resistenza alla siccità e ha una buona rusticità riuscendo a superare nel periodo invernale freddi oltre i -10 gradi.

Tecnica di impianto

La coltivazione del sorbo può avvenire su portainnesto, generalmente di biancospino ma anche di cotogno o pero selvatico che sono piante molto affini. Tramite l’utilizzo del portainnesto non solo si può ottenere una maggiore adattabilità alle diverse condizioni del terreno ma si possono contenere anche le dimensioni finali della pianta che nel sorbo selvatico sono molto ampie.

Le piante innestate possono essere reperite in vivaio, la piantumazione è preceduta da diverse lavorazioni al terreno che dipendono da vari fattori, se necessario dovranno essere praticate le concimazioni e le dovute arature per i terreni lasciati incolti a lungo. Se si desidera coltivare uno o pochi esemplari ci si potrà limitare soltanto alla realizzazione di buche abbastanza ampie e alla loro fertilizzazione.

Le piante di sorbo prese in vivaio dovranno avere uno o due anni di vita. I sesti di impianto dovranno essere 4-5 metri sia tra le piante che tra i filari o tra altre piante vicine, questo vale per gli esemplari su portainnesto. I cotogni su franco dovranno essere distanziati maggiormente: circa 6-7 metri tra le piante e le file.

Metodi di riproduzione

Per assicurare una buona riuscita oltre all’acquisto delle piante in zolla o a radice nuda in vivaio è possibile utilizzare la tecnica dell’innesto o della talea per riprodurre la pianta.

Meno efficace risulta la propagazione per seme, la germinazione è piuttosto lenta, sono necessari infatti circa due anni, si rischierebbe inoltre di ottenere piante con caratteristiche molto diverse da quella di origine.

Accorgimenti colturali

La pianta di sorbo risulta essere particolarmente rustica e resistente anche all’attacco dei più comuni parassiti che affliggono le piante della famiglia delle rosaceae. Tuttavia se si desidera avere buoni risultati è come sempre importante assicurare alla pianta le migliori condizioni di crescita come le costanti irrigazioni che divengono essenziali nei primi anni, le concimazioni e i trattamenti antiparassitari.

Irrigazione

Subito dopo la messa a dimora e nei primi 3-4 anni dall’impianto le giovani piante dovranno ricevere accorgimenti costanti e attenti in fatto di irrigazione. Le piantine appena messe a dimora necessitano obbligatoriamente di interventi di adacquatura durante il periodo estivo poiché il poco profondo apparato radicale non sarà ancora abbastanza sviluppato per poter assicurare una buona fonte idrica alla pianta.

Bisogna allo stesso tempo prestare attenzione al drenaggio del terreno ed è molto importante evitare i ristagni idrici e l’eccessiva umidità, pena l’insorgere di pericolosi marciumi radicali.

Concimazione

La concimazione del sorbo potrà essere effettuata ad anni alterni apportando del letame maturo in dosi di 20-25 kg per le piante adulte mentre per quelle in fase di crescita si potrà ridurre leggermente la quantità con 12-15 kg per pianta.

Potatura

La potatura del sorbo inizia con l’impostazione iniziale della forma. Tuttavia essendo una pianta poco diffusa e coltivata spesso come esemplare ornamentale difficilmente si avrà l’esigenza di adottare specifiche forme di allevamento, si sceglierà quindi quella naturale o al massimo piramidale.

Gli interventi di taglio più importanti si faranno sulle ramificazioni che presentano segni di malattia o che sono state danneggiate dalle intemperie. Le scosciature dovranno subire un intervento di risanamento se non sono particolarmente accentuate altrimenti si dovrà provvedere al taglio della branca.

Altri interventi di potatura interessano la parte interna della chioma che dovrà rimanere abbastanza libera e non troppo chiusa per assicurare una buona penetrazione della luce.

Raccolta

La raccolta delle sorbe viene effettuata nel periodo autunnale, ci possono essere alcune settimane di differenza tra la maturazione delle varietà ma indicativamente la raccolta si può eseguire a partire da settembre e per tutto il mese di ottobre.

Sorbo domestico, Sorbus domestica

Per riconoscere il corretto stadio di maturazione dei frutti di sorbo si dovrà come prima cosa osservare la colorazione dei frutti, quando hanno ancora un colore verdastro sono ancora immaturi e astringenti non adatti al consumo. Nonostante ciò possono essere raccolte e fatte maturare all’interno come si fa per le mele. Per un’ottima maturazione è consigliabile attendere che le sorbe maturino sulla pianta assumendo una colorazione uniforme.

Un altro indice di maturazione è la consistenza della polpa che al giusto grado si presenta leggermente cedevole.

Utilizzo e conservazione dei frutti

Oltre ad essere consumate come frutta fresca le sorbe possono essere trasformate in una confettura dolce oppure essere mangiate come frutta secca.

In passato le sorbe venivano raccolte in anticipo quando ancora non avevano raggiunto una colorazione uniforme e risultavano ancora acerbe. La procedura richiedeva i seguenti passaggi: i frutti venivano spaccati a metà e immersi nel mosto di vino per alcuni giorni dopodiché venivano fatti essiccare totalmente e consumati come frutta secca, ciò serviva principalmente per aumentarne il tempo di conservazione.

Al giorno d’oggi la conservazione può essere fatta per diversi giorni (se le sorbe non sono già mature) in un locale fresco e ben areato.

Malattie, parassiti e avversità

Generalmente le piante adulte di Sorbo e soprattutto quelle selvatiche sono particolarmente resistenti alle malattie, le cultivar però sono meno resistenti. Ci sono diverse problematiche che possono affliggere la pianta molte delle quali sono malattie fungine, di seguito quelle più pericolose:

Insetti parassiti:

Oltre a queste numerose problematiche comuni a molte altre specie di Sorbus e Rosacee il sorbo comune è attaccato da due pericolosi batteri: Agrobacterium tumefaciens (Tumore batterico della rosa) e Erwinia amylovora (colpo di fuoco batterico).

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