Pero

Descrizione

Il pero è un albero da frutto molto diffuso, la sua coltivazione è estesa anche nei piccoli orti oltre che nei frutteti. Ha origini euroasiatiche, appartiene alla famiglia delle rosacee e al genere Pyrus.

La pianta di pero ha un portamento eretto, in condizioni naturali può crescere per diversi metri, in media da 10 a 15 ma, in condizioni normali coltivata per la produzione di frutti, l’altezza è molto più contenuta considerando anche gli interventi di potatura necessari per ottimizzare la produzione.
La coltivazione del pero è diffusa dalla pianura fino alle zone montane dai 200 ai 1200-1400 metri.

Le foglie di forma ellittica con margine appuntito sono di colore verde scuro, di consistenza coriacea, la pagina superiore è lucida rispetto a quella inferiore che risulta opaca e di un verde più chiaro.
I fiori sono raccolti in corimbi e sono tipicamente di colore bianco o rosa.
Il tronco è inizialmente liscio nei primi anni di crescita, successivamente con il tempo presenta profonde e numerose spaccature della corteccia in sezioni quadrangolari.
La pera ovvero il frutto (in realtà un falso frutto) può variare per dimensioni, forma, consistenza della polpa, colore e grado di dolcezza. Il frutti vengono utilizzati per il consumo fresco, per la preparazione di confetture, succhi di frutta, estratti e gelatine.

L’impollinazione dei fiori avviene grazie alla presenza di insetti impollinatori, le piante di pero sono in gran parte autoincompatibili e quindi per produrre pere necessitano di almeno un altra varietà coltivata nelle vicinanze. Al riguardo è sempre utile scegliere per la coltivazione almeno due varietà compatibili per impollinazione in modo da assicurarsi una buona produzione di frutti.

Il grande interesse attorno a questa pianta ha portato nel corso degli anni ad una produzione molto varia di cultivar; tra quelle più diffuse e apprezzate ci sono:

  • Abate fetel, a maturazione autunnale, possiede dei frutti grossi è di un tipico colore giallo con sfumature più scure.
  • Decana del comizio, frutto di grosse dimensioni con buccia di colore verde-giallo.
  • Bergamotta, frutto di medie dimensioni e forma arrotondata.
  • Butirra Hardy, frutto allungato di dimensioni medie.
  • Etrusca, cultivar a maturazione precoce, frutti di medie dimensioni.
  • Conference, frutti con buccia gialla-verdognola, di medie dimensioni.
  • Buona Luisa d’Avranches, frutto di medie dimensioni e forma allungata.
  • Favorita di clapp, frutto di grosse dimensioni e con colore della buccia verde-giallo.
  • Santa Maria, frutto di medie dimensioni con colorazione verde e sfumature rossastre.
  • Moscatella d’estate, frutti di piccole dimensioni, buccia gialla.
  • Max Red Bartlett, varietà a precocità media, frutto con buccia di colore rosso.
  • Coscia, frutto di medie dimensioni di colore verde-giallo, varietà precoce con maturazione nel mese di luglio.
  • Butirra precoce, frutto di grosse dimensioni, buccia di colore giallo con sfumature rosse.
  • Kaiser, frutti di medie e grandi dimensioni, polpa dolce e buccia rugginosa e ruvida.
  • Spadona (Spadona estiva), varietà dal frutto allungato.
  • William, frutto di grande dimensione e con buccia color giallo.
  • Passacrassana, frutti di grosse dimensioni di colore giallo-verde, forma quasi tondeggiante.

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Un pero coltivato può produrre per diversi decenni e per gran parte della sua esistenza considerando che mediamente la vita di un albero ben tenuto e in condizioni ottimali è di circa un secolo. In media la produzione di un pero in piena età produttiva può variare da 8Kg a ben 60Kg. Tuttavia la quantità della produzione è influenzata da diversi fattori non sempre controllabili.

Periodo di impianto, mesi dell’anno

La messa a dimora del pero si effettua nel mese di ottobre o novembre e prima dell’inizio della vera stagione invernale. La piantumazione del pero può essere effettuata in alternativa nel mese di marzo.

Esigenze colturali

Il pero è una pianta abbastanza resistente ai freddi, dà buone produzioni in zone collinari e montane. Resiste bene anche in zone siccitose e con temperature medie annue abbastanza alte.
Le esigenze in fatto di terreno richiedono un substrato tipicamente neutro (valori di pH intorno a 6,5-7) si adatta bene anche a un substrato sub-acido (un pH con valori intorno a 5-5,5) o calcareo con pH di 7,5-8. Un terreno ideale deve essere fresco, profondo e di medio impasto. Se si innesta un pero su franco (ovvero un portainnesto selvatico riprodotto da seme) l’adattabilità al terreno può divenire migliore, la pianta riesce a crescere senza problemi su terreni compatti, aridi e scarsamente irrigui.

La produzione come già accennato può avvenire senza problemi a diverse altitudini, dalla pianura fino a zone montane, l’importante è che il terreno e la posizione rispettino le esigenze della pianta.

Le varietà tardive necessitano di un tempo mite per la completa maturazione dei frutti, risultano più adatte alle zone dove le temperature autunnali sono piuttosto miti. Tuttavia hanno bisogno di un periodo di vernalizzazione di almeno un mese a temperature prossime ai 3-4 gradi.

Tecnica di impianto

Per la coltivazione del pero si può procedere all’innesto su franco che viene supportato da una grande varietà di peri, questo portainnesto inoltre si rivela molto resistente alla crescita in condizioni non ottimali. In alternativa si possono effettuare innesti su Cotogni, piante di questo tipo richiedono però maggiori cure e sono più soggette a malattie rispetto alle piante innestate su franco. Altri metodi con cui è possibile moltiplicare il pero sono il seme, la propaggine e la margotta.

I portainnesti di cotogno più utilizzati sono : Cotogno A (Cotogno d’Angers), Cotogno C e Cotogno BA 29. Bisogna però considerare il fatto che non tutte le varietà di pero sono adatte ad essere innestate direttamente su portainnesti di cotogno, a tal fine si utilizza la tecnica del sovrainnesto che consiste nell’utilizzo di una varietà compatibile che farà da tramite.

Per la messa a dimora è comunque possibile procurarsi le piante direttamente da centri specializzati o vivai. Il sesto di impianto prevede a seconda della varietà scelta, del portainnesto usato e della forma di allevamento usata. Coltivando varietà innestate su cotogno si può sfruttare la naturale tendenza della pianta a crescita contenuta, sarà quindi possibile diminuire le distanze di impianto a circa 2 metri tra le piante e 3 metri tra le file.

Frutteto dedicato alla coltivazione del pero. Foto di: Ferran Turmo Gort
Frutteto dedicato alla coltivazione del pero. Foto di: Ferran Turmo Gort

Le buche per l’impianto dovranno essere effettuate delle giuste dimensioni, si potranno eseguire delle concimazioni di fondo e una correzione del terreno nel caso non rispondesse alle esigenze richieste. Se si procede alla coltivazione su un terreno unicamente dedicato alla produzione di pere è necessario che il terreno tra le piante sia mantenuto coperto da erba la quale necessita di una falciatura periodica. Al contrario se si coltiva il pero in un piccolo orto è possibile far crescere altre colture attorno alle piante di pero avendo cura di distanziarsi abbastanza dal tronco delle piante, almeno 1,5 metri. La restante superficie del terreno in questo caso verrà tenuta sgombra da erbe infestanti, possibilmente coperta da una pacciamatura da rinnovare periodicamente.

Accorgimenti colturali

Nel periodo dopo la formazione dei frutticini si dovrà controllare il loro stato di salute ed eventualmente scartare quelli malati o che presentano gravi difetti. La pratica dell’asportazione dei frutti non sempre è applicata, la produzione di frutti è quasi sempre equilibrata e anche per questo motivo l’alternanza della produzione si verifica raramente.

Irrigazione

La pianta di pero adulta non necessita di particolari accorgimenti in fatto di irrigazione, resiste bene infatti a lunghi periodi di siccità. Un apporto di acqua può essere utile nelle prime settimane dopo l’impianti delle giovani piantine. In alcune zone una carenza di acqua nelle fasi delicate come la fioritura e le prime fasi di fruttificazione può essere pericolosa, in questi casi è preferibile fare delle irrigazioni fino alla ripresa delle piogge.

Concimazione

Appena effettuata la messa a dimora delle piante si può effettuare una concimazione con letame ben maturo attorno alle piante. Nel periodo primaverile è possibile apportare una quantità di solfato di ammonio di 400g ogni 10 metri quadri di coltivazione, in alternativa si possono usare 200 grammi di urea per la stessa superficie. Se le interfile tra le piante sono mantenute coperte da un prato si dovranno aumentare le concimazioni di solfato di ammonio di circa 80g e 40g in più per l’urea.

Annualmente nel periodo autunnale appena sotto lo strato superficiale del terreno si somministrano dei concimi potassici e fosfatici all’incirca 400 grammi per 10 metri quadri di coltivazione, ogni due anni nel periodo autunnale è possibile aggiungere anche del letame animale o compost ben maturo.

Per approfondire l’argomento della concimazione del pero fare riferimento all’articolo in link.

Potatura

La pianta di pero tende ad assumere una forma piramidale, le forme di allevamento e le relative potature sono finalizzate a conferire una forma quanto più possibile naturale. La pianta di pero quindi viene allevata a forma piramidale o a fuso libero, le varietà innestate su cotogno possono essere allevate anche a piramide nana, spalliere e cordone.

Gli interventi di potatura sul pero prevedono l’asportazione dei rami secchi o malati e la sfoltitura delle ramificazioni interne alla chioma.

La guida su come potare il pero presente nel sito è un approfondimento che tratta in modo dettagliato tutte le operazioni di potatura.

Raccolta

La raccolta del pero va effettuata quando i frutti presentano un colore uniforme e le dimensioni sono tipiche della cultivar di appartenenza. Indicativamente la raccolta delle pere si effettua dal mese di giugno fino alla fine di del mese di ottobre. È importante raccogliere le pere comprensive di picciolo che essendo lignificato dovrà essere staccato con cura dal ramo senza danneggiare la parte superiore della pera.

Tipica forma di allevamento del pero
Tipica forma di allevamento del pero

La conservazione delle pere a effettuata a basse temperature, circa 3-4 gradi e comunque vanno consumate entro breve periodo circa 1-2 settimane. Le pere possono essere anche tenute in frigorifero se non si ha a disposizione un ambiente fresco e ben ventilato.

Malattie, parassiti e avversità

Il pero può essere vittima di numerose malattie e preda di insetti di varia natura.

Tra le malattie di origine crittogamica ci sono:

Diffuso è anche il colpo di fuoco batterico del pero una malattia provocata da batteri.

Gli insetti che colpiscono il pero sono:

Malattie provocate da fitoplasmi:

Una caratteristica di alcune varietà di pere è quella di marcire dall’interno una volta raggiunto un certo grado di maturazione. Questo problema può essere risolto anticipando il consumo e riducendo i tempi di conservazione.

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