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Mirabolano rosso, Amolo

Descrizione

Il Mirabolano chiamato anche Amolo è una pianta arbustiva coltivata anche come fruttifero oltre che come siepe. La pianta appartiene alla famiglia delle rosacee come altre specie fruttifere importanti ad esempio il melo e il Pero.

Della coltivazione del Mirabolano come siepe ne abbiamo trattato nell’apposito articolo, in questa pagina illustreremo principalmente il suo impiego come pianta da frutto evidenziando gli aspetti più importanti come la concimazione, l’irrigazione e la fase di raccolta.

Oltre ad assolvere le funzioni di siepe e pianta da frutto il Mirabolano è utilizzato spesso come portainnesto per la sua particolare capacità di adattamento ai terreni e la sua affinità con le molte specie di fruttiferi appartenenti alla famiglia rosacee.

Il mirabolano raggiunge un altezza massima di 7-8 metri con un espansione della chioma di 6-7. Esistono diverse cultivar utilizzate come piante ornamentali, tra quelle più diffuse ci sono Prunus cerasifera ‘Nigra’ e Prunus cerasifera ‘Pissardii’.

Caratteristiche del Frutto

Il frutto del mirabolano è una drupa di forma globosa con un diametro di 2,5-3 cm. La buccia è liscia la colorazione può variare a seconda della cultivar coltivata, ci sono frutti di mirabolano di colore rosso acceso, giallo-rosso oppure giallo rosato.

La polpa del frutto è dolce e succosa, se raccolti in anticipo prima della completa maturazione possono risultare leggermente aciduli.

La raccolta dunque può essere fatta anche in leggero anticipo, alcuni infatti riescono a gustare meglio il frutto quando possiede un sapore un po’ acido. A piena maturazione invece i frutti assumono un grado di dolcezza molto vicino a quello delle comuni susine.

Oltre al consumo come frutta fresca i frutti di mirabolano vengono utilizzati anche pere realizzare confetture e in particolare per la creazione di una gelatina.

Varietà e cultivar di Mirabolano

Il Mirabolano è una pianta piuttosto difficile da trovare in giro almeno per quanto riguarda le piante coltivate come fruttiferi. La varietà a frutto rosso che viene chiamata Mirabolano rosso è una di quelle più diffuse. Ancora oggi sono riconosciute alcune varietà che si distinguono per la particolarità dei frutti, quelle più diffuse sono:

  • Mirabolano del Secchia, varietà a frutto grosso largo quasi 4 cm dotato di polpa gialla e colore della buccia rosso-verde, i frutti giungono a maturazione alla fine di giugno.
  • Mirabolano rosso, varietà con frutto di piccole dimensioni con buccia di colore rosso intenso a maturazione medio-precoce. La polpa è anch’essa di colore rosso, dolce una volta raggiunta la piena maturità del frutto.
  • Mirabolano San Giovanni, varietà con frutto di piccole dimensioni dai 2 ai 3 cm di diametro. Possiede una polpa gialla che conserva delle note aciudule anche a piena maturità del frutto, la buccia è di colore verde-rosso.

Periodo di impianto

L’impianto delle piante a radice nuda o in zolla si può effettuare in autunno o alla fine del periodo invernale prima della ripresa vegetativa.

Esigenze colturali

Seppure il Mirabolano presenta particolari doti di adattamento tant’è che viene utilizzato come portainnesto, se si vogliono ottenere buoni risultati in termini di resa è necessario assicurare un buon terreno e una buona disponibilità di nutrienti.

Tipo di terreno

Il Mirabolano riesce a vegetare senza problemi in molte tipologie di terreno, sia in quelli sassosi con molto scheletro e relativamente poveri di sostanza organica che in quelli più compatti e pesanti. Ha una particolare dote di resistenza in terreni in cui c’è un alta percentuale di calcare attivo.

Per ottenere una buona produzione si raccomanda la coltivazione in un terreno dotato di una tessitura media, una buona percentuale di sostanza organica e una buona capacità di drenaggio dell’acqua. L’ultimo punto è particolarmente importante in quanto con i ristagni idrici si possono diffondere pericolose malattie fungine all’apparato radicale e al colletto della pianta.

Esposizione

Diversamente dalle varietà o cultivar utilizzate per la coltivazione come ornamentali il mirabolano destinato a produrre frutti deve riceve un esposizione in piena luce.

Per quanto riguarda le temperature risulta essere una pianta molto rustica si adatta bene a  minime invernale oltre i -10 gradi e alle intense calure estive, in ogni caso in estate deve essere aiutata con innaffiature.

Tecnica di impianto

I sesti di impianto del mirabolano da frutto devono rispettare la dimensione raggiunta dalle piante adulte si tratta quindi di circa 4-5 m tra le piante e 5 metri tra le file.

Al momento della messa a dimora si può incorporare dello stallatico ben maturo in ragione di 15-20 kg per pianta praticando una buca abbastanza profonda. Sempre al momento dell’impianto è consigliabile provvedere alla dotazione di un paletto in legno che servirà come sostegno per la pianta nei primi anni di sviluppo, in genere dopo il terzo o quarto anno la pianta può farne a meno.

Irrigazione

Le piante giovani hanno bisogna di una buona dotazione idrica. Le quantità di acqua da fornire dipendono dalla permeabilità del suolo e dalle temperature medie stagionali. Gli interventi di irrigazione del mirabolano vanno eseguiti a intervalli regolari aumentando le dosi nei periodi di caldo intenso.

Il metodo di irrigazione consigliato è quello a scorrimento.

Concimazione

Il mirabolano trae giovamento da una concimazione con letame animale ad anni alterni oppure ogni due anni nelle piante più giovani e produttive.

Per ogni pianta nel periodo autunnale si somministrano circa 10-15 kg di letame maturo di origini bovine o equine, prima di spargere uniformemente il letame è necessario effettuare una leggera zappatura della superficie alla base delle piante senza coinvolgere il colletto, lasciando almeno 10cm di distanza da esso.

Nelle piante in età più avanzata sempre nel periodo invernale questa volta ogni anno si può aggiungere alla letamazione che coinciderà ad anni alterni una dose di solfato di ammonio pari a 30-40 g per metro quadro di coltura.

Potatura

La potatura dei Mirabolani destinati alla produzione di frutti differisce da quella delle piante destinati per scopi ornamentali. Tuttavia per una buona resa non si riscontrano particolari vantaggi nell’allevamento della pianta secondo le forme più comuni, si sceglie spesso di lasciarla crescere liberamente. I forti tagli sono sconsigliati poiché ne risentirebbe la produzione. La forma di allevamento che più si avvicina al portamento naturale della pianta è quella a cespuglio.

La potatura annuale si effettua nel periodo di dormienza invernale, si eliminano le ramificazioni nella parte interna della chioma cercando di dare un equilibrio eliminando dapprima i rami affastellati con lo scopo di far penetrare una buona quantità di luce.

Sempre in questo intervento si eliminano le ramificazioni ammalate e quelle improduttive nonché quelle che sono state danneggiate dalle intemperie. Se si desidera contenere lo sviluppo della pianta senza compromettere eccessivamente la fioritura e quindi la produzione di frutti si possono praticare dei tagli  di ritorno sulle ramificazioni più vigorose dopo la fioritura.

Raccolta

La raccolta dei frutti del Mirabolano si effettua nel periodo estivo indicativamente nei mesi di giugno e luglio con differenze a seconda della cultivar.

I frutti appena raccolti in genere si consumano freschi ma se si possiede un luogo fresco e ventilato si possono conservare dai 20 ai 30 giorni. Quando si provvede alla sistemazione in magazzino è bene scartare da subito quelli che presentano segni di danneggiamento, lesioni alla buccia o che hanno subito forti impatti poiché sono i primi a marcire, vanno consumati subito.

Malattie, parassiti e avversità

Anche se è riconosciuta per la sua particolare resistenza la pianta di Mirabolano è colpita da diversi parassiti e malattie, le più importanti vengono elencate di seguito.

Malattie crittogamiche:

A volte è possibile che i frutti mostrino i segni della malattia denominata sharka comune anche ad altre rosacee. Meno frequenti sono gli attacchi da parte di afidi. I frutti danneggiati sono spesso presidiati dalla mosca dei frutti.

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