Gelso, Morus

Descrizione

Del gelso da frutto esistono due principali specie ovvero Morus nigra e Morus alba rispettivamente chiamate Gelso nero o anche moro e Gelso bianco. Le altre specie coltivate son destinate prevalentemente al fine ornamentale, il genere ne conta dieci, appartengono alla famiglia delle Moracee.

Il frutto del gelso è molto simile ad una mora ma ha dimensioni più grandi. Il gelso bianco a differenza di quello nero veniva usato in passato come pianta destinata all’allevamento del baco da seta il quale si nutre delle sue foglie. Attualmente la pianta di gelso è poco presente sul territorio Italiano, il suo frutto anche se prelibato è poco considerato. Gli esemplari rimasti fanno parte di giardini oppure sono coltivati esclusivamente negli orti di amatori.

La pianta di gelso ha origini incerte, è diffusa in Africa, America settentrionale e meridionale oltre che nella zona del mediterraneo, fu ritrovata anche in Cina dove si ritiene abbia origine. Le due specie M. alba e M. nigra sono pressoché identiche eccetto che per il colore dei frutti che nella specie M. nigra sono scuri di colore rosso intenso e in quella alba hanno un colore bianco o giallo pallido. Entrambi sono alberi dotati di chioma espansa, hanno foglie cordate di colore verde lucente lunghe pressappoco venti centimetri.

I frutti della varietà bianca sono insipidi, lunghi circa 2,5cm non è raro vederli assumere una colorazione rossastra o rosa. La specie di gelso bianco ha un altezza e un estensione massima di circa 10 metri. In botanica il frutto del gelso è denominato sorosio non come erroneamente si definisce ovvero drupa.

La specie di gelso nero è molto rustica resiste bene a temperature minime invernali al disotto dei -15 gradi. L’estensione e le dimensioni generali della pianta sono più ampie rispetto alla specie alba, gli esemplari adulti raggiungono infatti i 12 metri di altezza e possono avere una chioma molto più larga che raggiunge anche di 15 metri. I frutti della specie nigra sono più saporiti e hanno una leggera nota acidula.

I frutti del gelso in antichità avevano un particolare utilizzo, con essi infatti si poteva realizzare un succo fermentato e con le more del gelso nero si poteva anche ravvivare il colore del vino. Oggigiorno i frutti di gelso si consumano freschi o vengono utilizzati per la preparazione di sciroppi, bevande dolci, confetture o gelatine.

Entrambe le specie di gelso sono piante molto longeve che riescono a vegetare per decenni e a rimanere produttive a lungo. La produzione di frutti è incrementale, nelle piante giovani di 10 anni di età si possono avere raccolti di circa 5-10 kg per pianta che in esemplari sviluppati e di 30 anni e oltre possono arrivare a 40-50 kg.

Frutti di Morus nigra, Gelso nero
Frutti di Morus nigra, Gelso nero

Periodo di impianto

La messa a dimora delle giovani piante di gelso può essere fatta alla fine del periodo invernale e prima dell’inizio del caldo primaverile.

Esigenze colturali

Il gelso oltre ad essere una pianta piuttosto rustica riesce a resistere bene sia alla siccità che alla scarsa disponibilità di nutrienti nel terreno.

Tipo di terreno

La pianta di gelso vegeta senza problemi in terreni poveri e aridi, tuttavia condizioni migliori possono favorire anche di molto la produttività della pianta.

Sono indicati terreni neutri oppure con un pH compreso tra 6,5 e 7,5. È preferibile scegliere un terreno non troppo compatto e con una buona dotazione di sostanza organica.

Esposizione

L’esposizione migliore sia per il gelso bianco che per il gelso nero è quella in pieno sole. Bisogna tenere in considerazione anche lo spazio a disposizione, se coltivato in un giardino potrà essere impiegato come pianta ornamentale fornendo una fresca ombra durante il periodo estivo, dovrà però essere tenuto almeno a 6 metri di distanza da altri alberi o da abitazioni.

La caduta dei frutti può essere un problema se la pianta è vicina ad un marciapiede, una pavimentazione ecc. i frutti maturi infatti possono macchiare le superfici, questo è un aspetto da non sottovalutare. In un giardino la posizione migliore è in un area del prato ben esposta.

Tecnica di impianto

Per uno sviluppo regolare è necessario che le piante abbiano una distanza tra loro di 5 metri per il gelso bianco e 7 metri per il gelso nero.

Difficilmente si coltiva il gelso tramite seme anche se la sua riuscita e l’eredità dei caratteri genetici sono molto elevati. Quello che scoraggia molto è la lentezza nell’entrata in produzione che nei gelsi sia della varietà bianca che di quella nera inizia a circa 10 anni.

Diversamente nelle giovani piante da vivaio si possono ottenere frutti già dal terzo o quarto anno dall’impianto. Tuttavia la pianta di gelso può essere riprodotta con diversi metodi: si propaga con successo tramite margotta, talea di rami o di radici e per innesto (gemma vegetante e corona).

Accorgimenti colturali

Le piante di gelso sono rustiche e riescono a vegetare anche senza particolari problemi, tuttavia nei primi anni di sviluppo è necessario prestare attenzione alla crescita delle infestanti, andranno quindi fatti dei regolari diserbi tramite sarchiature tra l’interfilare.

Per ovviare a questa lavorazione si può far ricorso alla semina di erbacee per il sovescio fornendo così ai giovani gelsi anche un apporto di nutrienti. Le erbacee da sovescio andranno falciate prima della fioritura, la loro presenza eviterà anche un eccessiva traspirazione di acqua.

Irrigazione

La pianta di gelso può resistere anche in condizioni di siccità. Nei primi anni di vita è necessario però effettuare delle irrigazioni controllate già da metà primavera alternando gli interventi ogni 10 giorni e intensificandoli nel periodo estivo.

Quando le piante saranno cresciute si dovrà intervenire soltanto d’estate in modo da assicurare un buon apporto idrico necessario per la formazione dei frutti.

Concimazione

La coltura del gelso non ha particolari esigenze in fatto di nutrienti, tuttavia come altre piante da frutto un apporto di concime può andare a tutto vantaggio della resa finale.

Il concime si può applicare nel periodo invernale utilizzando del letame animale maturo con un periodo di stagionatura di almeno 8 mesi, in alternativa può essere usato anche del composto organico sempre maturo. Si utilizzano circa 20-25 kg per pianta di letame oppure 15-20 kg di composto organico. Il letame o il composto vanno applicati in modo uniforme sulla zona dell’apparato radicale per un area di raggio di circa 5 metri, prima di applicarlo si può effettuare una leggera sarchiatura del terreno.

Frutti di Morus alba, Gelso bianco
Frutti di Morus alba, Gelso bianco

Potatura

La pianta del gelo resiste molto bene ai tagli, sono note le fotografie di gelsi con una chioma completamente rasa segno dei numerosi interventi di taglio. Il momento adatto per effettuare i tagli di potatura è quello a cavallo tra l’inverno e la primavera quindi fine febbraio e per tutto il mese di marzo.

Tendenzialmente gli interventi di potatura sono limitati allo sfoltimento della chioma per massimizzare la resa e fornire alla parte interna una maggiore areazione.

Le piante di gelso possono ricevere una rieducazione della forma anche in età più avanzata, di solito però si preferisce la forma di allevamento libera per cui anche le piante abbandonate non necessitano di particolari interventi.

Per approfondire l’argomento della potatura è consigliata la lettura su della guida su come potare il gelso.

Raccolta

La raccolta dei frutti di gelso avviene a partire dalla fine del periodo estivo. Indicativamente i frutti cominciano a maturare dal mese di agosto fino alla fine di settembre.

Come per la mora di rovo anche la mora di gelso ha una maturazione scalare, questo significa che per essere sicuri di raccogliere tutti i frutti si dovranno effettuare più passate poiché non tutti avranno lo stesso grado di maturazione.

Come fare a capire quando la mora di gelso è matura? Molto semplice: la mora di gelso matura si stacca facilmente dal peduncolo senza eccessivo sforzo, inoltre un altro modo per individuarne il grado di maturazione è quello di osservare il colore che deve essere intenso, per il moro della specie M. alba il colore è giallino chiaro o bianco.

I metodi più utilizzati per la raccolta dei gelsi sono la sfrondatura e la sfogliatura. La prima consiste nel taglio delle ramificazioni fruttifere con conseguente separazione dei frutti; la seconda consiste nel lasciare i rami intatti strappando via soltanto foglie e frutti. Queste operazioni vengono effettuate tramite l’utilizzo di macchine appositamente studiate.

Malattie, parassiti e avversità

Seppure risulta una pianta rustica il gelso da frutto non è esente dall’attacco di malattie e parassiti.

Le malattie e gli insetti più comuni sui gelsi sono:

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