Carrubo, Ceratonia siliqua

Descrizione

Il carrubo, Ceratonia siliqua è una pianta arbustiva o arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Fabacee. Non è un fruttifero molto diffuso, la sua coltivazione è limitata a poche aree della penisola ed è molto ridotta rispetto al passato.

Le sue origini risalgono alla zona del mediterraneo, diffusa in Marocco e in tutto il nord Africa. In Italia la produzione è concentrata principalmente in Sicilia dove esistono estesi carrubeti, il nostro paese risulta essere il secondo produttore europeo dopo la Spagna.

La pianta di carrubo può raggiungere altezze di circa 10 metri con una chioma globosa/espansa di massimo 7 metri di ampiezza. Il tronco è di colore marrone, con il tempo assume una colorazione grigiastra e diventa molto largo. Il fogliame è persistente di colore verde disposto in modo alternato lungo le ramificazioni. Le foglie sono composte e paripinnate da 4 a 10 foglioline di aspetto coriaceo,  hanno una lunghezza compresa tra 10 e 20 cm. Le foglioline sono ovali con margine intero, risultano lucide e di colore verde chiaro sulla pagina inferiore mentre su quella superiore sono più scure. Il fogliame si rinnova gradualmente in parte in primavera e in un secondo momento in estate.

È una specie poligamo-dioica ciò significa che esistono esemplari con soli fiori maschili ed esemplari con soli fiori femminili, molto raramente si hanno piante con fiori ermafroditi.

Le infiorescenze sono dei caratteristici racemi composti da numerosi fiori di piccole dimensioni, hanno una lunghezza compresa tra 6 e 12 mm. Hanno una colorazione rosso-verdastra e permangono sulla pianta da luglio fino a metà autunno.

Il frutto del carrubo è un legume (siliqua) molto simile ad un baccello con una lunghezza compresa tra i 10 e i 20cm vengono definiti “lomenti”, prima di raggiungere la maturazione completa il frutto ha una colorazione verde, all’avvicinarsi del periodo di raccolta assume progressivamente un colore marrone. Il frutto è interamente commestibile una volta secco in quanto è morbido e dolce, all’interno però vi sono diversi semi molto duri che non possono essere consumati. La formazione del frutto è abbastanza lenta durante la raccolta infatti si possono già trovare sulla pianta i fiori destinati alla formazione dei frutti che matureranno nell’anno seguente.

La pianta di carrubo riesce a vivere per diversi secoli, la sua entrata in produzione è piuttosto tardiva le piante producono i primi frutti dopo dieci anni, all’inizio la produzione è scarsa ma aumenta di anno in anno. Le piante rimangono produttive per diversi decenni se ben tenute e non trascurate dopo 130 anni possono ancora produrre raccolto. La produttività di un carrubo adulto di circa 40 anni è di circa 100-150 kg.

L’utilizzo della pianta è vario ma non ha una primaria importanza nell’agricoltura del nostro paese. I frutti possono essere utilizzati sia per l’alimentazione del bestiame che umano, vengono usati in prevalenza per la produzione di farina, i semi in passato erano utilizzati per la produzione di alcol.

La coltivazione del carrubo oltre che come pianta da frutto può avvenire anche come pianta ornamentale, la sua fitta e ampia chioma infatti è l’ideale per fornire ombra in un giardino.

Cultivar e varietà di Carrubo

Seppure si tratta di una pianta dalla coltivazione molto limitata è abbastanza diffusa nel mondo e per questo esistono diverse cultivar coltivate di cui molte anche italiane, di seguito quelle più importanti. Tra quelle straniere le spagnole sono tra le più numerose.

Cultivar straniere

  • ‘Negra’
  • Matalafera
  • Rojal
  • Costella d’Ase
  • Lindar
  • Mollar
  • Melera
  • Comuna
  • Kombouta
  • Canela
  • Marshall n.1
  • Tylliria
  • Boval
  • Cacha
  • Casuda
  • Habati
  • Princess

Cultivar Italiane

  • ‘Gibiliana’
  • ‘Racemosa’
  • ‘Saccarata’
  • ‘Amele di Bari’

Periodo di impianto

La messa a dimora delle giovani piante di carrubo si effettua alla fine del periodo invernale o all’inizio della primavera in marzo-aprile. Per l’impianto si devono scegliere periodi non piovosi in modo da poter svolgere le operazioni senza troppi problemi

La pianta di carrubo può essere moltiplicata anche tramite margotta, questa operazione si può effettuare durante tutto il mese di agosto.

Esigenze colturali

La pianta di carrubo è molto adattabile in fatto di terreno e può essere coltivate in diverse tipologie di terreno dando buoni risultato. È molto meno resistente in fatto di temperatura e per questo la sua coltivazione è limitata soltanto in zone a inverni miti.

Tipo di terreno

Il tipo di terreno che più si adatta alla pianta di carrubo è quello di medio impasto e ricco di sostanza organica. Non ci sono particolari richieste per quanto riguarda la disponibilità idrica del terreno, la pianta comunque rifugia dai ristagni idrici e sopporta bene i lunghi periodi di siccità.

Per il pH del terreno il carrubo vegeta senza problemi in terreni neutri e leggermente calcarei con valori di 7,5-8. La pianta di carrubo riesce a tollerare anche una certa salinità del terreno sopportando la presenza di NaCl fino a livelli di 3%.

Esposizione

L’esposizione adatta per la pianta di carrubo è in pieno sole. Per quanto riguarda le necessità di temperatura il carrubo esige climi caldi, le temperatura durante l’inverno non dovrebbero mai scendere al disotto dei 5 gradi, diversamente la pianta tollera senza problemi i caldi intensi.

Frutti di carrubo
Frutti di carrubo

Tecnica di impianto

Le piante destinate alla messa a dimora vengono acquistate in vivaio, quelle selvatiche (definite agriogene) infatti non sono indicate per la coltivazione in quanto la qualità dei frutti è minore essendo di ridotte dimensioni.

Per l’impianto destinato alla produzione di frutti è necessario acquistare sia esemplari femmina che esemplari maschi al fine di assicurare l’impollinazione specialmente se nei dintorni non esistono altre piante di carrubo.

Accorgimenti colturali

I carrubeti possono essere inerbiti, questa scelta può venire utile durante le fasi della raccolta per ottenere frutti puliti e velocizzare la procedura di raccolta. Periodicamente l’erba dovrà essere tagliata se lasciata decomporre potrà fornire anche della preziosa sostanza organica ai fruttiferi.

Irrigazione

La pianta di carrubo riesce a tollerare in modo ottimale i periodi prolungati di siccità. Si tratta di una specie xerofita che riesce a vegetare tranquillamente in territori dove nel corso dell’anno si hanno precipitazioni comprese tra 250 e 500 mm. Nonostante questo le giovani piante necessitano di accorgimenti differenti, durante i primi 2-3 anni di crescita si dovrà provvedere alla loro irrigazione a scorrimento durante l’estate.

Quando le piante saranno ben sviluppate il fabbisogno d’acqua potrà calare effettuando irrigazioni ad intervalli più distanziati.

Concimazione

La concimazione del carrubo prevede la dotazione di circa 300-400 kg di letame ben maturo ogni 1000 metri quadri di coltura nel momento della messa a dimora delle piante.

Successivamente le piante possono ricevere ogni 2-3 anni circa 40-50 kg di letame per per albero distribuendo la quantità in prossimità dell’apparato radicale effettuano prima una leggera rottura della superficie del terreno.

Un alterativa a questa concimazione è l’apporto di concimi azotati e potassici nel periodo autunnale subito dopo la raccolta.

Un terreno di un ettaro in cui sono presenti all’incirca 50 piante ha un asportazione di azoto di circa 50 kg, 20 kg di P2O5 e 50 kg di K2O.

Potatura

Il primo intervento di potatura del carrubo inizia già dopo dalla messa a dimora delle piante. Anche se si tratta di un fruttifero allevato con una forma naturale è necessario provvedere ad effettuare dei primi tagli di impostazione al fine di ottenere una chioma equilibrata.

La prima operazione consiste in un taglio dell’astone principale ad una certa altezza, da quel punto avranno origine le branche che in genere sono 3 oppure 4 equamente distanziate.

Successivamente si procederà all’allevamento della chioma cercando di equilibrarla il più possibile, si elimineranno i rami interni per dare più luce e si taglieranno i rami malati o troppo affastellati. Per approfondire l’argomento è disponibile la guida alla potatura del carrubo nell’apposita sezione.

Raccolta

La raccolta della carrube inizia nel mese di agosto e dura fino ad ottobre. Le carrube per essere raccolte devono essere completamente secche quindi devono assumere una colorazione marrone uniforme. La tipica operazione di raccolta delle carrube viene chiamata bacchiatura e consiste nello scuotere con lunghe canne i frutti che una volta colpiti cadono a terra. In alternativa alla bacchiatura viene utilizzata anche la scuotitura dei rami che risulta più sicura per la pianta in quanto non c’è il rischio di provocare danni ai fiori o alle ramificazioni.

Oggigiorno vengono utilizzati strumenti meccanici gli stessi utilizzati per la raccolta delle olive. Dopo la raccolta le carrube vengono essiccate per pochi giorni al sole in modo da permettere la completa evaporazione dell’acqua presente all’interno.

Malattie, parassiti e avversità

La pianta di carrubo è soggetta a diverse malattie sia di origine fungina che problematiche legate a insetti. Le più importanti sono le seguenti:

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