Concimazione del Pesco

Nella coltivazione del pesco è importante evitare terreni pesanti con oltre il 30% di argilla. È necessario evitare anche i terreni troppo calcarei, la sua coltivazione è indicata in terreni freschi, profondi e di medio impasto con una buona dotazione di sostanza organica.

In questa guida vedremo come effettuare la concimazione del pesco tenendo in considerazione che le quantità di concime indicato dovranno essere aumentate del 50% nel caso si intervenga con potature.

Il ruolo dei macroelementi nella coltivazione del Pesco

Come per gli altri fruttiferi il pesco necessita in particolar modo di tre sostanze principali, queste sono il Fosforo (P) l’azoto (N) e il potassio (K). Vediamo allora quali ruoli hanno questi elementi nella pianta di pesco.

Azoto

L’azoto fa parte della costituzione del materiale proteico (proteine) e di numerosi altri composti, è il principale fattore di accrescimento nelle piante. Si trova più o meno equamente distribuito nei tessuti delle piante, radici, legno e foglie.

L’azoto viene utilizzato nelle foglie per produrre sostanze organiche complesse le quali sono indispensabili per la formazione e l’accrescimento dei nuovi tessuti e come sostanze di riserva per la pianta.

L’azoto diminuisce durante il periodo di sviluppo e decresce anche nel periodo della cascola delle foglie, in esse l’azoto è contenuto in una percentuale fino al 4% di sostanza secca.

Durante la fioritura l’azoto presente nel legno e nelle radici diminuisce, le quote di azoto si accrescono nuovamente dopo la fioritura.

Fosforo

Il fosforo fa parte di numerosi composti organici che sono responsabili della sintesi delle proteine. Questa sostanza favorisce la fioritura, l’allegagione e la lignificazione. Il fosforo è contenuto in buona quantità nelle gemme a fiore.

Il fosforo si presenta naturalmente nel terreno ma non è sempre disponibile in quanto può essere in forma insolubile e quindi non assimilabile dalle radici della pianta.

La presenza del fosforo nella pianta si rinviene in particolar modo nelle foglie e nei tessuti in accrescimento.

Potassio

Un altro elemento importante per lo sviluppo delle piante è il potassio che interviene nella sintesi degli idrati di carbonio e delle proteine. Permette inoltre il trasporto di elementi di riserva dalle foglie agli organi legnosi.

Il potassio nella pianta è contenuto all’incirca come le quantità di azoto, per le foglie quindi si ha un contenuto in sostanza secca pari al 4% circa.

Concimazione del Pesco in funzione della potatura

Come già accennato all’inizio le quote di concime dovranno essere aumentate del 50% se nell’anno si interviene con azioni di potatura.

Apporto di Azoto nella pianta di Pesco

Sono tre le fasi in cui la pianta di pesco necessita di una maggiore quantità di azoto e sono:

  1. Fioritura e allegagione dei frutti
  2. Crescita per distensione dei frutti
  3. Accumulo di riserve per la fine dell’estate.

Il concime azotato viene apportato in più riprese (frazionamento) nei momenti sopra indicati, si utilizzano da 3 a 4 g di concime per Kg di frutti prodotti.

Carenza di Azoto

La carenza di azoto nel pesco si rinviene  con una scarsa colorazione dei frutti e un loro ritardo di maturazione. I frutti inoltre manifestano una ridotta pezzatura in confronto agli standard della cultivar. Le foglie cominciano poi ad ingiallire partendo da quelle più vecchie.

Eccesso di Azoto

Un eccesso di azoto nella pianta porta ad un ritardo nella maturazione dei frutti e favorisce attacchi da parte della monilia portando ad un indebolimento generale della pianta. La pianta inoltre manifesta una fioritura anticipata, una cattiva lignificazione e subisce molto più facilmente danni da freddo.

Apporto di fosforo nella pianta di Pesco

La necessità di fosforo nella pianta di pesco è aumentata nel momento della crescita dei frutti e della lignificazione dei rami.

Per ogni Kg di frutti prodotti l’asportazione di fosforo va da 0,8 g a 1,0 g. Il fosforo come già accennato è un elemento poco mobile ed ha un ruolo fondamentale nella crescita radicale e di conseguenza nello sviluppo della chioma.

Carenza di fosforo

Le carenze di fosforo sono molto rare nei terreni mediamente dotati di sostanza organica.

Eccesso di fosforo

Gli eccessi di fosforo sono più frequenti e portano ad un insolubilizzazione del ferro nel terreno con una conseguente clorosi ferrica.

Apporto di potassio nella pianta di Pesco

L’apporto di potassio nella pianta di pesco segue i criteri del frazionamento che richiede l’applicazione a basse dosi aumentando i quantitativi in prossimità della raccolta dei frutti.

Le quantità di potassio da apportare vanno da 3,6 a 5 g di prodotto per Kg di frutti generati.

Carenza di potassio

La carenza di potassio nel pesco si manifesta con effetti negativi sulla fruttificazione e sulle caratteristiche qualitative dei frutti, i frutti infatti possono manifestare esternamente una scarsa colorazione con aloni giallognoli e all’interno avere un ridotto tenore di zuccheri.

Eccesso di potassio

L’eccesso di potassio comporta una ridotta assimilazione del magnesio con conseguente clorosi.

Apporto di calcio nella pianta di Pesco

L’applicazione del calcio viene effettuata tramite l’irroramento della chioma. L’apporto di calcio favorisce la conservabilità del frutto aumentando la sua resistenza al disfacimento interno e farinosità dopo la conservazione in frigo.

Diminuisce inoltre le spaccature sui frutti e le rugginosità tipiche di alcune cultivar.

Carenza di calcio

La carenza di calcio è molto diffusa nei terreni acidi. La carenza si manifesta con microfessurazioni della buccia specialmente nelle nettarine, questa patologia viene definita rugginosità.

Eccesso di calcio

Un eccesso di questo elemento nella pianta si verifica soltanto quando le dosi sono elevate, in genere raramente i terreni sono molto ricchi di calcio da produrre un eccesso. I sintomi tipici sono l’ingiallimento fogliare che inizia dal basso.

Apporto di ferro nella pianta di Pesco

L’apporto di ferro nel pesco si effettua in primavera. I trattamenti vengono effettuati con irrorazioni fogliari di chelati di ferro con portainnesti sensibili alla clorosi ferrica in terreni calcarei.

Carenza di ferro

La carenza di ferro si manifesta con clorosi fogliare e con un deprezzamento dei frutti dovuto a calo di produzione e scarsa qualità.

Conclusioni

Gli interventi di concimazione del pesco seguono i criteri del frazionamento per assicurare in ogni momento della fase di sviluppo della pianta l’apporto indicato di nutrienti.

Le applicazioni frazionate evitano accumuli di sostanza e riducono al minimo la possibilità di eccessi o carenze di nutrienti.

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