Pino mugo

Descrizione

La specie di Pinus mugo è molto diffusa in tutta l’Europa centrale e in particolare nelle zone di alta montagna, comprende molte sottospecie e può presentarsi in forme diverse.
Si distingue dal Pinus sylvestris per i suoi boccioli resinosi ma anche per la lucentezza della corteccia e negli esemplari più giovani per le sue tonalità che spaziano dal verde al marrone fino ad arrivare ad un colore violaceo.
Gli aghi di colore verde scuro hanno una lunghezza variabile dai 2 ai 5 cm, sono molto vicini tra di loro e presentano una forma attorcigliata.
Le pigne sono di norma non peduncolate, esse si formano da numerosi fiori di colore violetto che poggiano sopra i nuovi germogli.

Per la riproduzione al fine di ottenere una pianta da cui partire per realizzare un bonsai di Pino mugo è possibile raccogliere i semi quando sono giunti a maturazione, essi vanno conservati in un luogo asciutto, possono essere seminati in primavera.
E’ possibile in alternativa trovare nei vivai ben forniti piante di Pino mugo oppure in un rivenditore specializzato di bonsai comprare delle piante pronte per la modellatura.

Accorgimenti colturali

L’esposizione ideale per un bonsai di Pino mugo è totalmente soleggiata, i forti venti non sono un problema per questo albero per cui è permessa anche un luogo non riparato.

Sebbene il Pino mugo tollera dei brevi periodi di siccità il terreno dovrà essere tenuto ad una certa umidità costante, per le annaffiature va bene qualsiasi acqua sia essa piovana che di rubinetto. Il terreno dovrebbe essere costituito da particelle grossolane, in genere si preferisce un composto formato da una parte di sabbia, una parte di lapillo lavico e una di akadama, sono tollerate anche altre miscele purché il terreno non si presenti troppo compatto e mal drenato.

Le concimazioni possono essere effettuate soprattutto per quelle piante che si trovano nella fase di sviluppo. E’ possibile utilizzare concimi a lento rilascio oppure altri concimi organici solidi. Per le altre piante invece è possibile utilizzare dei concimi liquidi durante tutto l’anno.
La resistenza del Pino mugo gli permette di sopravvivere a temperature molto basse senza riportare danni, lo svernamento così avviene in giardino collocando la pianta senza ciotola in terreno misto al 50% di sabbia.

Modellatura

E’ possibile realizzare un bonsai di Pino mugo scegliendo gran parte degli stili Giapponesi, tuttavia ci sono alcune forme come quella a scopa che raramente trova impiego in un bonsai di questo tipo. Le forme più diffuse invece in cui è possibile ammirare i bonsai di Pino mugo sono quella a cascata e la forma del letterato.

Legatura

Creando un bonsai di Pino mugo è possibile effettuare la legatura sia nel periodo invernale che in quello vegetativo ed inoltre la legatura è possibile sia sui rami giovani che su quelli vecchi, la corteccia dei rami vecchi però potrebbe essere un po troppo sensibile, in questi casi soprattutto per non danneggiare la superficie con segni che difficilmente scomparirebbero è consigliabile effettuare la modellatura con dei fili tensionatori.
I fili che sono stati applicati durante l’inverno o nel periodo primaverile potrebbero divenire troppo stretti nel periodo estivo, vanno quindi controllati e nel caso allentati o rimossi per evitare l’incarnimento.

Potatura

Gli alberi giovani che ricevono un giusto nutrimento posso essere portati per la prima modellatura in primavera fino al legno vecchio, se sulle porzioni rimanenti dei rami vi sono ancora degli aghi verdi. Dopo quattro settimane circa i nuovi boccioli germoglieranno sia nelle vicinanze dei tagli e per tutta la lunghezza del ramo.
A luglio sugli alberi già formati si esegue la potatura della crescita primaverile oppure si può rimuovere completamente, inoltre in caso risulti di debole consistenza è possibile rimuovere il terminale di ogni germoglio. Dopo circa quattro settimane si formano dei nuovi boccioli in prossimità dei tagli, e parzialmente anche nei punti del ramo più esposti al sole.

Con un buon apporto di sostanze nutritive è possibile ottenere una nuova germogliazione addirittura nello stesso anno, quest’ultima però sarà di breve durata sviluppando così aghi di piccole dimensioni. Un altro intervento di potatura può essere effettuato nel periodo invernale eliminando i rami più spessi.

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