Lauroceraso, Prunus laurocerasus

Descrizione

Il Prunus laurocerasus conosciuto con il nome comune di Lauroceraso o Lauro regio è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee. È una specie di origine Asiatica e dell’Europa occidentale è diffusa ampiamente nei giardini coltivata come esemplare singolo o impiegata come siepe.

Si tratta di un arbusto sempreverde con ramificazioni molto folte e fogliame ampio, se lasciato crescere liberamente può assumere un portamento arboreo con una chioma espansa. È una pianta molto rustica adatta anche alla coltivazione in zone particolarmente fredde, la sua resistenza al gelo è molto alta, riesce a svernare a temperature inferiori ai -10 gradi.

La specie è molto vigorosa raggiunge dimensioni considerevoli con un altezza massima di 8 metri e un estensione di circa 10 metri. Tuttavia le dimensioni degli esemplari coltivati sono spesso contenute con diversi interventi di potatura che ne guidano inizialmente la forma e successivamente ne mantengono le dimensioni entro i limiti.

Il fogliame è la caratteristica più ornamentale di questa specie, a seconda delle cultivar può avere diverse forme e dimensioni. Le foglie sono grandi, hanno forma ovale e sono di colore verde, la pagina superiore è lucida quella inferiore invece risulta più chiara e opaca. Hanno una lunghezza massima di circa 15cm e sono di forma oblunga.

Nel mese di aprile si ha la fioritura che risulta essere anch’essa particolarmente apprezzata. I fiori sono di colore bianco con forma a coppa, di piccole dimensioni con una larghezza massima di 8 mm,  sono raccolti in infiorescenze a portamento eretto definite racemi lunghi da 5 a 10 cm.

Dopo la fioritura si formano i frutti, delle drupe di forma conica, hanno un colore inizialmente rosso che a piena maturità vira sul nero. Sono di piccole dimensioni con una larghezza massima di un centimetro.

Impiego della pianta

La coltivazione del Lauroceraso avviene generalmente piantando gli esemplari singolarmente. La pianta però si adatta in modo ottimale alla coltivazione in siepi formali, il fogliame ampio e le ramificazioni fitte riescono a formare delle colonne di altezza medio-alta. La pianta inoltre può essere usata per la realizzazione di archi in giardini, grazie soprattutto alla sua estensione verticale.

Un altro metodo di coltivazione è l’allevamento secondo forme piatte in particolare quella a spalliera, a ridosso di un muro o di una recinzione.

A seconda della destinazione è possibile selezionare varie cultivar, alcune di queste hanno un portamento più orientato alla formazione di siepi, altre meno. Il grado di accrescimento varia da una cultivar all’altra, nella specie si raggiungono i 150 cm dopo 3-4 anni di coltivazione, mentre dopo 6-8 anni si raggiungono circa 3 metri, l’accrescimento quindi può risultare abbastanza rapido.

Cultivar

Da questa specie derivano varie cultivar che si differenziano sostanzialmente per forma e dimensione del fogliame e per le dimensioni globali della pianta.

Di seguito quelle più diffuse:

  • Prunus laurocerasus ‘Aureovariegata’, cultivar di dimensioni medie con una chioma espansa. La pianta fiorisce nel periodo primaverile con dei piccoli fiori bianchi. Le foglie di questo arbusto sono di colore verde chiaro con margini variegati di colore giallo oro.
  • Prunus laurocerasus ‘Camelliifolia’, cultivar con dimensioni ridotte rispetto la specie madre. Possiede un altezza massima di circa 8 metri con un estensione della chioma di soli 4 metri a piena maturità. L’arbusto è a portamento eretto caratterizzato da un fogliame molto contorto.
  • ‘Marbled White’ sinonimo di ‘Castlewellan’, cultivar di medie dimensioni con un altezza massima di circa 5 metri. L’arbusto è a portamento globoso dotato di ramificazioni particolarmente fitte. Le foglie sono particolari poiché hanno delle vistose screziature di colore bianco crema che ne aumentano di molto il valore ornamentale.
  • ‘Marbled Dragon’, cultivar simile alla precedente, dimensioni medie con un altezza non superiore ai 5 metri. La pianta possiede del fogliame di colore verde variegato con macchie color bianco o grigio chiaro.
  • ‘Mt. Vernon’, cultivar di dimensioni contenute, la pianta in piena età di sviluppo raggiunge l’altezza massima di 120cm con un estensione della chioma pari a 150cm. Possiede delle ramificazioni molto fitte, le foglie sono di colore verde con dimensioni massime di 12cm in lunghezza.
  • ‘Green Carpet’ sinonimo di ‘Grünerteppich’, cultivar di dimensioni contenute con una chioma molto espansa. L’altezza della pianta è ridotta a soli 100 cm l’estensione della chioma arriva anche a 3 m. La pianta si adatta particolarmente a creare grossi cespugli ornamentali. È dotata di fogliame particolarmente ampio, le foglie raggiungono la lunghezza di 12 cm. I fiori hanno una colorazione bianca, i frutti sono identici a quelli della specie madre, inizialmente rossi e neri a completa maturazione.
  • ‘Herbergii’, cultivar a portamento globoso e dimensioni ridotte ma più grande rispetto alla ‘Green Carpet’ con un altezza e un estensione massima che arriva a 3 metri. I fiori compaiono nel periodo primaverile, sono di colore bianco. Le foglie sono di colore verde lucente più strette rispetto alle altre cultivar.
  • ‘Magnifolia’, cultivar molto vigorosa che raggiunge dimensioni pari alla specie madre. La peculiarità di questa pianta sono le foglie, molto grandi e ampie che raggiungono una lunghezza di oltre 25cm.
  • ‘Otto Luyken’, Cultivar di dimensioni contenute, una tra le più piccole in commercio. Possiede un altezza di massimo 100 cm, l’estensione della chioma è di circa 150 cm. I fiori sono di colore bianco e la fioritura può avvenire sia in primavera che in autunno a seconda delle condizioni più o meno favorevoli. È dotata di fogliame più stretto di colore verde scuro e con margini appuntiti.
  • ‘Nana’, cultivar molto piccola, con dimensioni uguali alla precedente. Le foglie sono di colore verde chiaro, lucide più piccole rispetto alla pianta madre. La fioritura avviene in primavera con fiori di colore bianco raccolti in racemi.
  • ‘Rotundifolia’, Cultivar di medie dimensioni che raggiunge l’altezza massima di 5 metri con una chioma larga 4 metri. È dotata di fogliame corto e largo di colore verde lucido. La fioritura avviene in primavera, i fiori sono di colore bianco.
  • ‘Reynvaanii’, cultivar ad accrescimento più lento rispetto alle altre. La pianta raggiunge altezze di circa 4 metri con un estensione di 5 m. Le foglie hanno una lunghezza di circa 14 cm e sono più strette rispetto alla specie.
  • ‘Zabeliana’, cultivar di dimensioni compatte, la pianta al suo massimo grado di sviluppo forma un cespuglio globoso o espanso alto 1 metro e largo circa 2,5 m. Il fogliame è di colore verde chiaro, le foglie di consistenza coriacea sono lucide sulla pagina superiore e opache su quella inferiore, risultano essere più strette rispetto alla specie madre. La fioritura avviene in primavera e spesso anche una seconda volta in autunno in particolare nelle regioni del Sud.
  • ‘Schipkaensis’, cultivar con dimensioni contenute, ha un portamento espanso con altezze massime di 2 metri e un estensione di 3 metri.
  • ‘Etna’, cultivar di dimensioni compatte con un estensione in larghezza di massimo 150cm e un altezza di non più di 160 cm. Particolarmente adatta alla coltivazione come esemplare singolo in bordure o in vaso. Questa pianta possiede un fogliame di colore verde scuro lungo al massimo 14cm.
  • ‘Caucasica’, cultivar di dimensioni medio-piccole con un altezza massima di 200-220cm e una larghezza pressoché uguale. Le foglie in questa pianta sono particolarmente strette e allungate (12 cm), di colore verde chiaro.

Messa a dimora

La messa a dimora delle piante di Lauroceraso viene effettuata tra la fine del periodo invernale e l’inizio della primavera.

Sarà necessario prima di tutto scegliere un luogo adatto che rispetti le esigenze della pianta in termini di esposizione. Dopodiché è importante capire se il terreno è adatto all’impianto della specie oppure necessita soltanto di qualche aggiustamento.

In entrambi i casi sarà opportuno procurarsi del compost organico maturo oppure del letame sempre ad un buon stadio di maturazione per evitare fermentazione che potrebbero danneggiare l’apparato radicale.

La prima operazione da fare è preparare la buca per la messa a dimora. Le dimensioni opportune devono essere più o meno pari al doppio delle dimensioni del pane di terra. Quindi indicativamente per un vaso alto 30 cm sarà necessario effettuare una buca di 50 cm con un ampiezza di circa 40 cm. Sul fondo verrà applicato uno strato di materiale inerte misto a sabbia per migliorare il drenaggio.

I restanti materiali che compongono il substrato andranno mischiati in modo da creare un impasto omogeneo. La superficie alla base del fusto della pianta deve risultare leggermente interrata con al massimo 1cm di terreno. Da evitare l’interramento del colletto della pianta oltre il necessario per non incorrere in problematiche come malattie o marciumi.

Ricoprire per bene le parti vuote con il substrato e fare una leggera pressione, innaffiare abbondantemente e incorporare ulteriore materiale se il terriccio tende a sprofondare.

Dopo questa fase è importante effettuare continue irrigazioni per permettere alla pianta di formare un apparato radicale sano. Nel periodo estivo si dovrà prestare attenzione a mantenere il terriccio sempre con un buon grado di umidità e mai lasciarlo a secco.

Tipo di Terreno

La pianta ha una buona adattabilità alle diverse tipologie di terreno. Per la crescita ottimale è comunque consigliato un terreno ben drenato, di medio impasto, moderatamente ricco di sostanza organica.

Il lauroceraso tollera bene terreni calcarei, però bisogna prestare molta attenzione poiché non tutte le cultivar sopportano questa tipologia di terreno, alcune infatti potrebbero manifestare delle clorosi a carico del fogliame. L’umidità del substrato deve essere costante, sono da evitare terreni con ristagni idrici e con poco scheletro.

Esposizione

Il lauroceraso preferisce esposizioni in mezza ombra anche se tollera bene le posizioni assolate purché riparate dalle forti intemperie.

Fioritura

La fioritura del Lauroceraso avviene in primavera dal mese di aprile a maggio e dura fino a fine primavera.

I fiori sono profumati e di colore bianco molto apprezzati per la loro conformazione.

Prunus laurocerasus fiori

Moltiplicazione

La riproduzione del Lauroceraso può essere fatta in due modi, o tramite talea semilegnosa oppure tramite pollone.

La moltiplicazione tramite talea semilegnosa viene effettuata nel mese di agosto: si prelevano le talee che presentano la base lignificata ma che hanno ancora gran parte della superficie non ancora indurita, le porzioni devono avere una lunghezza di 15-25 cm.

L’altro metodo di riproduzione è quello del prelievo dei polloni nel periodo autunnale. I polloni si formano alla base della pianta madre, devono essere prelevati con una buona porzione di radici, vanno messi subito a dimora in un terreno adatto.

Accorgimenti colturali

Se si ha intenzione di coltivare la pianta come siepe è necessario innanzitutto scegliere una cultivar adatta prediligendo quelle ad accrescimento lento e scartando quelle a portamento basso a meno che non si voglia realizzare un cordone separatorio. Le piante di medie e alte dimensioni vanno piantate a intervalli di 80 cm l’una dall’altra.

Per quanto riguarda le concimazioni è importante ricordare che durante il primo e in alcuni casi anche durante il secondo anno di coltivazione non sono necessari interventi. L’apporto di ulteriori nutrienti verrà fatto soltanto dal terzo anno in poi nel periodo primaverile.

Le concimazioni del Lauroceraso possono essere fatte con un fertilizzante a lento rilascio in forma solida che verrà disposto sulla superficie alla base della pianta in modo omogeneo magari ricoprendolo con un sottile strato di terreno. Gli interventi di concimazione in genere sono due all’anno uno in primavera e uno in autunno con dosi più ridotte, negli altri mesi dell’anno non saranno necessari ulteriori applicazioni.

Le potature sono da effettuare a seconda delle necessità e del tipo di coltivazione. Se le piante sono allevate per l’ottenimento di una siepe formale è bene effettuare dei tagli annuali nel periodo primaverile all’incirca nel mese di aprile. Se invece le piante sono coltivate come esemplari singoli e fatte sviluppare in volume è preferibile limitare i tagli soltanto quando la pianta avrà raggiunto le dimensioni volute.

Saranno comunque da eliminare annualmente le ramificazioni danneggiate e quelle che presentano attacchi di parassiti o malattie.

Malattie, parassiti e avversità

La pianta di Lauroceraso è interessata da diverse patologie provocate da insetti e fisiopatie legate sia allo stato del terreno che alla presenza di agenti patogeni.

Le malattie crittogamiche più pericolose per la pianta interessano in modo particolare il fogliame che è senza dubbio l’elemento ornamentale più importante della pianta, tra quelle più diffuse si possono riscontrare:

  • Mal bianco
  • Disseccamento dei rami (Botryosphaeria obtusa, Sphaeropsis malorum)
  • Maculature fogliari

Gli insetti pericolosi per questa pianta sono:

  • Tripide delle serre
  • Tripidi (Heliothrips haemorrhoidalis)
  • Cocciniglie
  • Minatori fogliari (Lyonetia spp.)
  • Oziorrinco

Come accennato la pianta può manifestare fisiopatie a carico del fogliame, la più diffusa è senz’altro la clorosi ferrica che si manifesta quando la coltivazione avviene su suoli aventi un alta percentuale di calcare attivo.

Un altra manifestazione che si verifica a carico del fogliame è quella conseguente all’esposizione delle giovani piante a temperature molto rigide. Sebbene si tratti di una specie particolarmente rustica ci sono alcune cultivar che risentono dei geli. Le piante più colpite risultano essere quelle coltivate in vaso, le radici non essendo protette da grosse quantità di terreno raggiungono facilmente temperature troppo basse.

Tra le problematiche legate agli accorgimenti colturali c’è infine il cattivo drenaggio del terreno e l’eccessiva disponibilità idrica. Questa condizione porta le piante ad avvizzimenti in tempi più o meno brevi a seconda della quantità di acqua nel suolo. La coltivazione dunque deve avvenire in suoli adatti, drenati e non troppo compatti.

Approfondimenti

Bibliografia

  • Il grande libro della potatura e degli innesti – Giunti
  • Malattie e parassiti delle piante ornamentali e da fiore – Edagricole

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